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  • Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2017, 21:50:46.

 Enpa cucciolo Michelangelo

«Adesso basta». Non fanno giri di parole i volontari dell’associazione animalista Enpa della sezione di Vibo Valentia e della sezione di Pizzo, insieme ad altri volontari presenti sul territorio, in collaborazione con il consigliere comunale di Vibo Valentia Samantha Mercadante, che hanno deciso di denunciare pubblicamente «il vergognoso sistema che ingloba Asp comuni e istituzioni riguardo i canili e il randagismo in generale». Così, se i volontari sono consapevoli che «il sud in genere, purtroppo, non si è mai distinto per grande civiltà, rispetto e amore verso gli animali» questa «becera mentalità – chiosano - purtroppo pare essere propria anche delle istituzioni».

E quanto accaduto questa notte per i volontari è emblema della situazione che si vive nel Vibonese. In questa direzione, gli stessi annunciano che è pronta la terza denuncia «dopo la storia di Luce e di Ciccio, è già pronta per l’Asp». In particolare, dall’Enpa raccontano che «un cane accalappiato alle 2.30 di questa notte è stato lasciato dolorante e senza cure all’interno del canile municipale perché il veterinario reperibile non è messo in condizione dall’Asp di poter fare neanche un’ecografia». Insomma, una situazione al limite, come più volte denunciato, considerato che non esiste «un ambulatorio fruibile h24, perché non abbiamo un canile sanitario. E dopo il danno – incalzano - la beffa: questa mattina nessun veterinario si è presentato al canile per il cane!». Atteggiamento che, comunque, non ha fermato le volontarie, e «solo dopo la denuncia di chiamare i carabinieri e dopo essersi sentite citare l’art. 7 della Legge regionale 04/2000, che prevede l’abbattimento di un cane ritenuto incurabile», sono riuscite ad ottenere le cure per il cane.

E, proseguono, «il cane non risultava affatto incurabile. È stato – raccontano - portato in un ambulatorio del capoluogo, e dopo un esame ecografico e lastre all'addome è stata diagnosticata un’ascite causata da un’insufficienza epatica. È stata fatta una piccola operazione per inserire il drenaggio permanente e ora si trova in canile, anche se ancora non è fuori pericolo». Poche ore in più che, quindi, potevano essere fatali per Michelangelo - è questo il nome dato al cucciolo dalle volontarie, che adesso lo stanno seguendo che sperano al più presto di potergli trovare una casa. Un caso sul quale, insomma, invitano a riflettere e, in tal senso, dall’Enpa ricordano che quanto è accaduto «questa notte, come altre innumerevoli notti, è perseguibile penalmente secondo l’art. 544-ter del Codice Penale». Tanta amarezza, quindi, e stanchezza per le «inadempienze, e – spiegano ancora - le atrocità silenti che ogni giorno vengono perpetrate a danno degli animali o solo per poterci lucrare. Siamo stanche – concludono - di dover combattere per i diritti che in realtà ci spettano e spettano agli animali per legge e non per fantasie psicotiche degli animalisti». Da qui, l’invito «ad ognuno a fare il proprio dovere, se non per coscienza, almeno per il ruolo che ricopre da cui derivano non solo onori, ma anche oneri!».