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  • Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2017, 22:38:05.

rifiuti ingombranti ok

Come era prevedibile, il botta e risposta prosegue. Il tema è quello dei rifiuti, i contendenti sono come al solito la ditta da una parte, indipendentemente dal nome, e lo Slai Cobas dall’altra. In questo caso la querelle prosegue perché il sindacato non intende tacere di fronte alle accuse della Dusty di avere «taciuto» nei confronti di chi l’ha preceduta nella gestione dei rifiuti e del personale a Vibo e di parlare soltanto oggi.

In una corposa nota, il coordinatore provinciale Nazzareno Piperno ricorda che la mole di documentazione che attesta il contrario, «composta di comunicati, proteste, denunce, richieste di incontro inviate sia all’Ased che alla Progettambiente, che alle istituzioni, Prefettura e Procura della Repubblica comprese, contro tutta una serie di scelte aziendali che non ci trovavano d'accordo», è talmente vasta da non potere essere allegata ad un comunicato.

Ragion per cui viene difficile al sindacato credere che la Dusty non ne sia a conoscenza: «Ecco perché secondo noi - attacca Piperno - l’azienda, con abilità, sta tentando di spostare l'attenzione dal problema portando acqua al suo mulino in un gioco cui ovviamente non possiamo sottostare».

Piperno inizia col contestare la presunta mancata solidarietà tra lavoratori: «Nell'agosto 2014 non ci fu neanche un lavoratore che pur di salvaguardare i livelli occupazionali non accettò le drastiche limitazioni imposte dalle istituzioni. Sacrifici accettati a denti stretti ed a muso duro credendo alle promesse, delle istituzioni in primis, che, parole del prefetto dell'epoca, non si sarebbe perso neanche un posto».

In secondo luogo commenta la questione dei diritti acquisiti: «Non possono in alcun modo rientrare come merce di scambio per un mancato rispetto del bando di gara e dell'accordo del 2014. Che la Dusty volente o nolente dovrà rispettare perché è la lex specialis che regolamenta l'appalto cui deve sottostare». Per il sindacato «il bando prevede il rispetto di un accordo che parlava e parla di 70 assunzioni e sono quelle che l'azienda deve effettuare a prescindere dal monte ore che rappresenta per la Dusty  - nel'ottica aziendale che comprendiamo ma non condividiamo - l'unico parametro di valutazione, omettendo di considerare che gli aumenti di ore lavorate (fino al raggiungimento delle 6 ore) per un certo numero di lavoratori è un'evoluzione successiva, frutto di scelte aziendali dell'ASED, che hanno fatto maturare e consolidare in capo a questi lavoratori diritti soggettivi - successivi all'accordo del 2014 in cui tutti o quasi tutti erano stati assunti a 4 ore -  che non si possono disconoscere né possono essere oggetto di trattativa per consentire il rispetto degli obblighi imposti dal bando. In altri termini: l'azienda, per rispettare il bando deve assumere 70 unità. Punto».

Sulla vicenda torna anche Giovanni Patania, dei Cobas: «La deve smettere la ditta appaltante nel rivendicare che i criteri per l’individuazione per assunzione dei lavoratori in base ai giorni maturati sia la strada maestra, no, quello non è il vangelo è una norma, anche perché il capitolato d’appalto speciale e la determina 129 del 18/05/2016 (clausola sociale) riporta testuale “l’aggiudicataria è tenuta ad applicare la clausola sociale di cui art. 50 Dlg 2016 in relazione al Ccnl, e per come da esplicito indirizzo della giunta comunale” inoltre sempre nel capitolato nella descrizione requisiti al punto A.8 occupabilità recita: saranno attribuiti fini a un massimo di 8 punti all’offerente che saprà coniugare il maggior numero di risorse umane impiegabili oltre quelli aventi diritto a transitare nella nuova gestione».

Per il sindacalista, dunque, «la Dusty oltre a non ottemperare a tutto ciò riduce drasticamente il numero di lavoratori. Preso atto di questo in data 5 gennaio 2017 ho presentato richiesta di accesso agli atti per avere copia completa della “offerta tecnica” poiché ci sono tutte le condizioni per poter annullare l’affidamento alla ditta aggiudicataria dell’appalto». Infine un appello al sindaco di Vibo Valentia Elio Costa: «Lei sa più di qualunque altro che non ci possiamo permettere di perdere altri posti di lavoro quindi intervenga per il ripristino delle regole e l’assunzione degli altri lavoratori».