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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

rifiuti camion

La gatta da pelare non le appartiene, e la Dusty non ha la minima intenzione di prendersela. E dunque, essendo noto il temperamento della controparte, è facile prevedere un lungo muro contro muro. La ditta che si è aggiudicata l’appalto della raccolta rifiuti a Vibo Valentia, all’indomani del nuovo incontro con il personale e lo Slai Cobas, fa il punto della situazione. E mette in chiaro, in maniera ancor più esplicita di quanto fatto in passato, come stanno le cose a suo modo di vedere.

Lo fa in una lunga e dettagliata nota dell’amministratore unico Rossella Pezzino de Geronimo, che spiega: «Dusty, consapevole del fatto che soltanto 60 lavoratori avevano maturato il diritto al passaggio di appalto, come da criteri statuiti dall’art. 6 del Ccnl Fise, mentre 10 lavoratori, indicati nell’elenco della Prefettura del 20.08.2014, non essendo stati riassunti dall’attuale gestore Ased srl o comunque, sebbene riassunti, non avendo maturato i requisiti, sarebbero rimasti disoccupati, ha ragionevolmente proposto di stipulare un contratto di solidarietà per un totale di 70 lavoratori, tutti con il medesimo contratto di lavoro in part time per 4 ore e 27 minuti giornalieri e per un totale monte orario complessivo di 315 ore giornaliere.

La suddetta proposta è purtroppo stata rifiutata in quanto i 60 lavoratori aventi diritto al passaggio non hanno voluto né ridurre il proprio orario di lavoro né venire incontro ai 10 colleghi disoccupati di cui sopra.

Premesso quanto sopra, a questo punto viene naturale porsi alcune domande per cercare di capire come sia possibile che in tutti questi anni i sindacati, gli stessi lavoratori abbiano consentito determinate scelte operate da Ased, senza mai opporsi.

Ci chiediamo infatti perché il sindacato Slai Cobas ad oggi non sia intervenuto nei confronti della Ased chiedendo l’assunzione dei 10 ex operai rimasti esclusi, sebbene inseriti nell’elenco stilato in Prefettura il 20.08.2014, e/o non abbia vigilato sulla corretta applicazione dell’accordo, mentre soltanto adesso che Dusty è subentrata nell’appalto stia rivendicando tale diritto».

Da qui, la titolare della Dusty esplicita quelle che considera «incongruenze sulla condotta adottata da Ased negli ultimi anni, di seguito dettagliate.

«La Ased srl nel corso dell’anno 2016, anziché dare priorità all’assunzione dei 10 ex operai presenti nell’elenco della Prefettura del 20.08.2014, ha preferito incrementare l’orario del personale già in forza per un totale di 72 ore ed ha aumentato i livelli a n. 2 operai promuovendoli dal 2° al 4° livello ed a n. 2 impiegati promossi dal 3° al 4° livello.

Sempre nel corso dell’anno 2016 la Ased ha altresì incrementato l’organico assumendo n. 5 operai ex novo anziché quei 10 già inseriti nell’elenco della  Prefettura del 20.08.2014».

La Ased, inoltre, che aveva già in forza 4 impiegati rispetto a 56 operai, ovvero un rapporto di 1 impiegato ogni 14 operai, anziché assumere un operaio tra i 10 inseriti in elenco, nel mese di agosto 2016 ha assunto ex novo un altro impiegato che potrebbe «forse essere parente» di un impiegato già in organico; «su quest’ultimo punto, a nostro parere, potrebbe essere opportuno indagare».

«Le suddette assunzioni o variazioni intervenute nell’organico del personale non sono mai state comunicate dall’Ased al Comune di Vibo Valentia prima del mese di settembre 2016.E infine ci sembra strano come il sindacato, già a conoscenza delle predette variazioni di organico per aumento di orario di lavoro nella misura di 72 ore nonché delle nuove assunzioni,  documentate nell’elenco fornito dalla Ased nel mese di settembre 2016 e trasmesso sia al Comune che allo Slai Cobas, non abbia chiesto tempestivamente un incontro in Prefettura e abbia aspettato invece di rappresentare i propri reclami soltanto in occasione del passaggio dei lavoratori a Dusty».

Le suddette riflessioni - conclude la nota stampa - «abbiamo voluto palesarle per la chiarezza e la trasparenza che da sempre guidano il nostro modus operandi, e appaiono a nostro avviso doverose ed estranee ad ogni forma di polemica, e tendono esclusivamente a rimarcare che la nostra società non può né deve assumersi in capo errori e macroscopiche sviste maturati in tempi antecedenti alla nostra gestione».