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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

palazzo ex enel provincia vibo

Ancora una volta, il presidente della Provincia di Vibo Valentia è riuscito nella difficilissima impresa di mettere in disaccordo tutti. Un fatto non certo inedito, per il massimo rappresentante di Palazzo ex Enel, a cui va però riconosciuta una certa costanza e determinazione nel raggiungere con ottimi risultati questo suo particolare esercizio: adottare provvedimenti che riescono a scontentare la maggioranza dei vibonesi che rappresenta. L’ultimo atto riguarda il Piano di Dimensionamento scolastico, licenziato con una delibera il penultimo giorno del 2016.

Dagli addetti ai lavori, passando per il personale delle scuole, docenti, presidi, e parti sociali, un coro unanime boccia quanto deciso dal presidente Niglia in fatto dimensionamento della rete scolastica della provincia di Vibo Valentia. Ognuno secondo le proprie posizioni, certamente, dai propri punti di vista, ma con un giudizio unanime e negativo, che boccia in pieno tale Piano. Dal sindacato della Cgil, le più forti preoccupazioni riguardano tutta la «serie di tagli del personale Ata», effetto prodotto dal Piano così come deliberato, «che la Provincia non puo’ trascurare e sottovalutare». Ma non solo: tra le lamentele, oltre il mancato coinvolgimento delle parti sociali, si sottolinea  «l’incomprensibile mancato accoglimento della richiesta del dirigente scolastico dell’I.I.S Morelli di Vibo Valentia circa l’istituzione di una sezione staccata del liceo artistico “D. Colao” utilizzando un bene confiscato alla mafia presso il comune di Nicotera, dove l’alta densità mafiosa doveva invece privilegiare questa richiesta così come sono state tutte accolte le richieste di altre scuole per l’istituzione di nuovi corsi di studio». niglia andrea

Tanto basta per chiedere alla Regione Calabria di lasciare inalterato il piano di dimensionamento come lo è stato fino ad ora e di intervenire esclusivamente là dove i numeri effettivamente sono sotto la soglia prevista per legge. «Come Cgil - è la nota del sindacato guidato dal segretario generale Luigi Denardo, a commento della lettera inviata alla Regione Calabria -  esprimiamo la totale disapprovazione delle scelte e dei criteri nella formulazione del piano, con particolare riguardo a quanto accaduto sulla scellerata decisione assunta per l'immobile confiscato alla criminalità organizzata. Un atto di irresponsabilità politica che non trova giustificazione alcuna quando si perseguono, soprattutto dalle istituzioni pubbliche, i valori della legalità e della conoscenza. Si è persa una grande opportunità per dimostrare l'autorevolezza dello Stato nell'imperitura lotta alla 'ndrangheta, consegnando alla collettività vibonese l'esempio e la speranza di poter cambiare qualcosa. Nella condivisione ed apprezzamento di quanto precisato dalle dichiarazioni del dirigente scolastico Raffaele Suppa, come Cgil investiamo tutte le autorità Istituzionali e politiche affinché si possa ancora recuperare la disponibilità del bene confiscato ed elevarlo a tempio della cultura scolastica, per il riscatto della legalità ed il futuro dei nostri giovani studenti». Cambia il fronte, ma non il tono delle critiche rivolte al Presidente Niglia.

Ad accusare il primo inquilino di Contrada Bitonto di aver perso l’ennesima buona occasione è il gruppo consiliare di opposizione, da poco eletto, Centro Destra Vibonese, secondo cui «questo modo di operare evidenzi, oltre all’arroganza politica di Niglia, assoluto sprezzo nei confronti del neo Consiglio provinciale». Le critiche prendono le mosse dal mancato coinvolgimento del Consiglio per l’approvazione del Piano, e dai tempi per la sua approvazione.

«Il Presidente Niglia - sostengono dal gruppo consiliare di minoranza alla Provincia - con motivazioni palesemente ridicole, ha come primo atto del secondo biennio esautorato il Consiglio di una propria competenza con l’evidente ed esclusivo fine di far passare una piano che, verosimilmente, l’Assemblea avrebbe bocciato. Il nostro giudizio su tale delibera, infatti, è assolutamente negativo, oltre che per che il metodo utilizzato, anche perché si appalesa totalmente illegittima sotto più profili. Le proposte di rimodulazione e/o ridimensionamento in esso previste, nella quasi totalità dei casi, si pongono, infatti, in palese contrasto con gli interessi pubblici che dovrebbe, al contrario, perseguire. La proposta, infatti non tiene conto della contiguità territoriale mentre sembra privilegiare interessi individualistici se non addirittura clientelari. Il presidente Niglia, inoltre, pare abbia adottato il piano senza sentire i sindaci dei Comuni interessati in via preventiva. Se tale circostanza fosse vera, si tratterebbe di un fatto grave che, oltre a rappresentare un ulteriore atto di arroganza politica e di totale mancanza di rispetto nei confronti dei sindaci, andrebbe a rendere il provvedimento irrimediabilmente illegittimo». Anche in questo caso, la conseguente richiesta è l'annullamento in autotutela della delibera, altrimenti - avvisano dal gruppo di opposizione - «ci faremo promotori di una richiesta di convocazione del Consiglio al fine di procedere alla revoca».

E a parlare di ultimo colpo di coda «di una amministrazione provinciale deficitaria e imbelle, inadeguata sotto l'aspetto gestionale, rispondente solo ad interessi particolari oltre che ad abuso d'ufficio e a falso ideologico» è Antonio Piserà, referente provinciale del movimento “Noi con Salvini”, il quale affonda, senza risparmiarsi, giudizi affilati come lame nei confronti di Niglia. «Quello che comunque appare come una macroscopica scorrettezza - è il parere di Piserà - è il fatto che un importante provvedimento è stato definito senza la necessaria, ancorchè non vincolante, preventiva concertazione con la Conferenza dei sindaci, quantomeno dei sindaci interessati, delle forze politiche e sindacali che se responsabilizzati avrebbero potuto apportare suggerimenti e correzioni. Solo attraverso il contributo di queste figure istituzionali, difatti, sarebbe potuto emergere un modello organizzativo adeguato alle esigenze del territorio. Nel caso in ispecie, invece, si è voluto privilegiare in modo particolare e sfacciato due comuni  (Briatico e Zungri) entrambi divenuti sede di Istituto Comprensivo senza tenere in alcuna considerazione eventuali conflitti di interesse, atteso che i due comuni elevati a rango e livello superiore, sotto il profilo politico-amministrativo e gestionale, sono retti, rispettivamente, dal presidente e da un consigliere della Provincia».

a.c.