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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

tribunale nuovo vibo

Il processo “Black money” resterà a Vibo Vibo Valentia. Lo ha deciso la Cassazione, che ha rigettato l’istanza di trasferimento ad altra sede presentata da alcuni dei legali degli imputati nel processo in corso al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, che ha preso vita dopo l’operazione antimafia denominata appunto “Black money” e condotta dalla Dda di Catanzaro. La richiesta, presentata alla Suprema Corte ai sensi dell’articolo 11 del codice di procedura penale, per individuare un diverso giudice, si basava - secondo gli avvocati richiedenti un’altra sede per il processo - sul sospetto di «agenti perturbativi» capaci di condizionare il giudizio, svolgendo in maniera «imparziale le proprie funzioni» di giudice.

Per gli avvocati, infatti, il Tribunale di Vibo Valentia non sarebbe più nelle condizioni ambientali di sorreggere un giudizio sereno: «Vi è il legittimo sospetto derivante da gravi situazioni locali, non altrimenti eliminabili, tali da turbare lo svolgimento del processo». Le «gravi situazioni locali» erano state individuate, in particolare, nella «campagna di stampa» seguita alla tristemente nota udienza del 10 ottobre con la deposizione del pentito Andrea Mantella e le dichiarazioni spontanee del boss Pantaleone Mancuso “Scarpuni”. La Cassazione, però, ha ritenuto di respingere l’istanza di rimessione lasciando il processo al Tribunale di Vibo Valentia, che riprenderà con la requisitoria del pm Marisa Manzini già fissata per il 28 dicembre.