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  • Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2017, 19:19:36.

albero tagliato generica

Alberi, croce e delizia della città che prima li osserva e poi li taglia. Perché senza manutenzione la storia non cambia: ad un certo punto diventano pericolosi, et voilà, vanno abbattuti. Così, per la pinetina di piazza Annarumma, per i pini di via Alighieri e viale della Pace. E non serve a niente che ci siano segnalazioni e richieste di aiuto che arrivano dai cittadini, in tempi non sospetti e in cui si potrebbe attuare anche qualche soluzione. Soluzioni che, però, non arrivano e così c'è chi pensa che l'unica alternativa sia un "taglio" netto. Insomma, la città si divide. 

Così, come hanno fatto alcuni residenti del centro cittadino. Alcuni hanno scritto a palazzo "Luigi Razza" per segnalare gli alberi secolari, in via Caterina Gagliardi, lasciati crescere in “anarchia”. Avevano già scritto un anno fa. Una richiesta di aiuto. Perché potare significa preservare. E l’anno scorso per questo avevano chiesto un provvedimento agli amministratori, considerato che i rami degli alberi erano così folti che non potevano neanche più aprire le finestre.

Quale la soluzione? Una “spuntatina” e via. In tal senso, qualche cittadino oggi è convinto della necessità che gli alberi vengano abbattuti «se non si è in grado di curarli», ma c’è anche chi non si arrende e chiede il rispetto delle piante: ossia una buona manutenzione continua.

Da qui, una nuova lettera per segnalare ancora il problema degli alberi in via Gagliardi, dove «anche i marciapiedi sono diventati inagibili e pericolosi». In tal senso, si rinnova la denuncia: «Gli alberi – spiega infatti una cittadina – non potati sono pericolosi e ci sono stati anche diversi incidenti a causa della resina, così come le radici – spiega ancora - hanno reso i marciapiedi dissestati rendendo impossibile il transito a disabili e bambini». Rami ancora una volta cresciuti che arrivano fin dentro le case. Insomma, una cittadina che ritiene che l’unica soluzione sia il taglio definitivo.

Non una soluzione per tutti, però. Perché c’è chi crede anche che è dal rispetto delle regole e di tutti gli esseri viventi, così come delle piante, che si debba partire. Ossia, il problema si affronta non si “abbatte”.