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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

rifiuti camion

Il servizio della raccolta rifiuti continua ad essere un nervo scorperto per la città di Vibo Valentia. Questa volta ad impensierire lavoratori e sindacato dello Slai Cobas è il nuovo cambio d’appalto, che vedrà la ditta Dusty prendere il posto dell’attuale, l’Ased. Tempi e modi ancora da dafinire, ma per Nazzareno Piperno, coordinatore del sindacato di base, le preoccupazioni rimangono sempre uguali: garantire stabilità e diritti per tutti i lavoratori.

piperno nazzareno nuova«Mentre l'anno solare volge ormai al termine, con l'augurio che il prossimo possa finalmente rasserenare l'ambiente, si avvicina a grandi passi il momento del cambio appalto (l'ennesimo) r.s.u. presso il Comune di Vibo Valentia.  Un cambio appalto di fatto anticipato dalla recenti vicende giudiziarie - sostiene Piperno -  che hanno colpito l'Ased, ma che si sarebbe comunque concretizzato nei primi mesi dell'anno, dal quale i lavoratori si aspettano tanto, dopo anni di crisi e di rinunce anche dolorose, per trovare finalmente un po' di stabilità anche alla luce della durata prevista dell'appalto (tre anni), e potercosì anche consolidare alcune delle posizioni - solo in parte riacquistate – dopo le forzate rinunce derivanti dalla disastrosa era Progettambiente di cui ancor oggi i lavoraotri stanno pagando lo scotto». Motivi questi, che spingono il sindacato a sollecitare una maggiore attenzione all’aministrazione di Palazzo Luigi Razza.

«Impegno ed atteanzione - continua Piperno - che, a dire il vero, l'amministrazione non ha mai fatto mancare con un appoggio fattivo e determinante sotto molti aspetti, tradottosi in specifici impegni politici ed istituzionali consistiti non solo nell'inserimento nel Capitolato Speciale dell'assegnanda gara di una espressa clausola sociale ma anche in impegni formali assunti, nel recente passato, dal Consiglio Comunale prima che aveva espresso una chiara manifestazione di intenti tendente a sterilizzare gli effetti negativi occupazionali e lavorativi rimasti in eredità dall'era Progettambiente e poi assunti personalmente dallo stesso sindaco per ripristinare condizioni occupazionali e di lavoro adeguate per la globalità dei lavoratori. Ecco, sono questi impegni, da rispolverare adeguatamente, che vogliamo ricordare all'amministrazione ed al sindaco perchè è arrivato il momento di darvi sostanza e concretezza tenendo presente che scenari  che si limitino a sacrificare, ancora una volta, solo ed esclusivamente i lavoratori che già tanto sono stati penalizzati in passato, oggi non sono neanche ipotizzabili».

Per lo Slai-Cobas dunque, non è più pensabile sacrificare i diritti dei lavoratori, particolarmente quelli legati ai livelli occupazionali che, per il sindacato, rimangono «diritti acquisiti» e non più negoziabili. «Se qualcuno pensa di poter mettere in discussione alcuni dei diritti acquisiti di qualche lavoratore - conclude Piperno - allora è bene che sappia fin da ora che questo è un terreno impraticabile sul quale il sindacato neanche accetterà di parlare. Figuararsi accettare decurtazioni o penalizzazioni. Questo certamente non sta a significare che noi chiediamo all'azienda che si è aggiudicata il servizio di fungere semplicemente da “banca” per il pagamento delle retribuzioni ai lavoratori e da garante del loro posto di lavoro, ma, al contrario, sta a significare che un servizio adeguato ai bisogni della collettività necessita sì di professionalità ma anche di un numero sufficiente di addetti per un monte ore lavorate adeguato all'entità e complessità dei servizi previsti dal bando, peraltro estremamente diversificati. Ecco questa è la situazione che ci si trova davanti mentre si avvicina il tempo di un cambiamento aziendale che ci auguriamo possa portare finalmente serenità a tutto il comparto garantendo un servizio di qualità con lavoratori finalmente appagati e tutelati nei loro diritti. Obiettivo forse ambizioso ma che siamo convinti possa essere raggiunto ove l'amministrazione comunale dia corpo ai propri già manifestati impegni sopra rihciamati».