Mostly Cloudy

20°C

Vibo Valentia

Mostly Cloudy

Humidity: 53%

  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

Ha chiaramente lasciato il segno il barbaro omicidio del 15enne Francesco Prestia Lamberti ad opera, presumibilmente, di un coetaneo. Dopo l’intimazione a deporre le armi indirizzata dal vescovo Luigi Renzo ai mafiosi, ieri nella chiesa Cattedrale a cercare di scuotere le coscienze di un territorio alle prese con un’escalation criminale che ha superato il livello di guardia, è stato il parroco della Cattedrale don Domenico Dicarlo.

dicarlo mimmo donDavanti ai ragazzi della Prima comunione e ai rispettivi parenti, il sacerdote, dopo aver ricordato trattenendo a stento le lacrime il giovane Francesco, ha posto l’attenzione su una certa mentalità e sugli atteggiamenti che fungono da linfa vitale per il propagarsi della criminalità organizzata, e non solo.

«Non intrattenente rapporti - ha chiosato nella sua omelia il parroco della chiesa madre della diocesi con voce decisa - con mafiosi e delinquenti. Non trattateli con rispetto e non sia un vanto l’amicizia con loro, fategli capire che stanno sbagliando e che sono destinati alla dannazione. Togliete le armi dalle vostre case, elementi di distruzione e di morte».

Don Dicarlo, da sempre particolarmente attento al sociale, si è poi soffermato sul tema della famiglia, invitando i genitori a lavorare «per costruire case piene d’amore» e a dare «esempi di pace e mitezza ai propri figli. Coltivate questi valori nelle famiglie – ha proseguito - costruite rapporti veri con le vostre creature. Loro assorbono il vostro modo di essere e di vivere. Il sabato sera incominciamo ad uscire con tutta la famiglia e a non mandare i figli in pizzeria da soli. Non lasciate da sole le vostre mogli a casa, preferendo gli amici. Tutto ciò non porta a nulla di buono, ma al contrario rappresenta un grande peccato che porta alla disgregazione della famiglia e, quindi, della società in cui viviamo». Infine, nella sua omelia il parroco della Cattedrale ha posto l’attenzione sull’esigenza di essere «uomini e donne di fede che pongono in Cristo Gesù il loro sostegno» e di frequentare e partecipare «tutti insieme alla messa domenicale».