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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

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Foto-servizio di Antonio Callà e Stefania Marasco

Oltre due secoli di storia, oltre due secoli di impegno e presenza sul territorio. Una storia che questa mattina loro, i protagonisti, hanno raccontato ai più piccoli, alla città, aprendo le porte della loro “casa”. La storia dell’Arma che ha celebrato il suo 203esimo anniversario della fondazione. La storia degli uomini e delle donne che hanno scelto di appartenere all’Arma, di viverla, per vivere per e con la collettività. Un racconto fatto di emozioni, di vite, di sacrifici e di impegno che hanno preso forma negli occhi di chi veste quella divisa ogni giorno, ogni momento. Una divisa cucita nei cuori.

Erano lì, questa mattina. Al cancello, in località Aeroporto, e porgevano la mano. Quanti ogni mattina vivono negli angoli più noti e più remoti del Vibonese. Perché da 203 anni è questo ciò che fanno. Vigilano e accompagnano i cittadini. Presidio di legalità, punto riferimento, sostegno per i più deboli e indifesi. Il sentire che rappresenta l’Arma e che, questa mattina, è divenuto festa, condivisione. Nella sede del neo istituito 14° Battaglione era questo il sentimento che sussurrava sotto il sole cocente. Parlava, si raccontava, si mostrava. L’emozione di ripercorrere quei due secoli di storia, quelle scelte con i tanti bambini delle scuole che sono stati presenti alla cerimonia.

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Sulle note dell’Inno di Mameli e della Virgo Fidelis - intonati dal coro e dell’orchestra del Liceo “Capialbi”, diretti dal maestro Diego Ventura - gli sguardi fieri di quanti in silenzio ogni giorno sono al servizio della gente. Momenti solenni ma anche di affetto. Una festa nella festa, alla quale erano presenti tutte le Autorità civili e religiose della provincia. Tutti insieme ai carabinieri che il loro anniversario hanno voluto che fosse un momento di incontro. E, nel nome della condivisione, alcuni alunni della scuola Don Bosco di Vibo Valentia hanno accompagnato il prefetto Guido Longo, il procuratore Bruno Giordano, il presidente del Tribunale Alberto Nicola Filardo e il vescovo Luigi Renzo nella premiazione dei carabinieri distintisi nell’anno per atti di valore. Uniti, verso un futuro che chiama alla sinergia.

Sul filo di quella storia che è passato, presente e futuro. Lo è in una terra dove la violenza non arretra, dove la ‘ndrangheta come una cappa toglie il respiro. Ma è un lavoro fatto di gesti quotidiani, di piccole e grandi attenzioni, quello che svolgono i carabinieri. Prevenzione e repressione, ma soprattutto educazione. Loro, lo Stato. Loro che quelle divise le vestono con onore. Hanno giurato “fede al Tricolore”. E il Tricolore oggi erano loro, i carabinieri e i loro familiari, i bambini, le autorità e tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine presenti. Insieme per rinsaldare un legame che si perde nel tempo e che si alimenta, giorno dopo giorno.

Storie di vita. Storie dell’Arma, che sono le storie di vita vissuta, di ogni piccola realtà, di ogni angolo di una terra che anela il cambiamento. Da Vibo a Serra, da Tropea a Nardodipace. Lì dove ogni caserma, è una casa, è un esempio. Presenti, oggi come ieri. E così domani.

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IL MESSAGGIO DEL COMANDANTE. Non un bilancio, non attività, arresti e operazioni. Ma un messaggio di fiducia nelle Istituzioni e nell’Arma nella lotta alla ’ndrangheta, quello lanciato dal Comandante dei Carabinieri di Vibo, ten. col. Gianfilippo Magro. Ha salutato i suoi uomini, ha abbracciato i ragazzi. Proprio ai giovani il suo pensiero, facendo il punto sui Reparti di eccellenza dell’Arma presenti, quali lo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, il neo istituito 14° Battaglione “Calabria” e i Carabinieri Forestali di Mongiana, nonché parlando degli uomini e delle donne di assoluto valore che prestano il loro servizio nelle Stazioni e nei Nuclei Operativi e Radiomobili dei centri del Vibonese e che rappresentano «un patrimonio importante per i cittadini».

«Oggi nel nostro territorio – ha spiegato - ove è forte la presenza della ‘ndrangheta, la cui arroganza si è manifestata in tutta la sua pericolosità con le reiterate intimidazioni di questi ultimi mesi, desidero porre l’accento sul prezioso servizio dei marescialli, comandanti delle Stazioni e dei loro Carabinieri, i quali ho voluto, tutti qui al mio fianco. Questi uomini e queste donne, taluni anziani altri giovanissimi, rappresentano in quasi tutti i Comuni l’unico presidio di polizia e sono considerati dai cittadini un loro patrimonio, per la funzione di protezione e di solidarietà svolta in ogni circostanza». Quella presenza che fa la differenza, perché «la presenza di questi uomini e di queste donne di eccellenza è un motivo d’orgoglio per le Istituzioni e per i Vibonesi, una collettività che merita di essere difesa e tutelata con tutto il cuore. Per tutto ciò, cittadini della Provincia di Vibo Valentia, abbiate fiducia nell’Arma dei Carabinieri, abbiate fiducia nelle Istituzioni».

Quindi, attenzione per quelle fasce deboli, «un saluto agli anziani e alle donne qui presenti. In un paese che vede aumentare il numero dei meno giovani e delle donne vittime di soprusi e violenze, l’Arma dei Carabinieri presta loro la sua azione di soccorso ed è particolarmente  vicina alle persone più vulnerabili della nostra società. Un abbraccio filiale ai colleghi dell’Associazione nazionale Carabinieri – ha aggiunto - in congedo e alle Benemerite. La vostra presenza è particolarmente gradita perché rappresentate un esempio da seguire e siete un ponte ideale tra passato e presente».

Un filo che lega, come quella storia che attraversa 203 anni. In questo impegno, l’importanza dell’istituzione del 14° Battaglione Carabinieri, guidato dal tenente colonnello Milko Verticchio, nonché la rilevanza strategica dello Squadrone Cacciatori nella ricerca dei latitanti.

«Dal 1° marzo, Vibo e l’intera Calabria – ha sottolineato - possono contare su una straordinaria nuova componente: il 14° Battaglione Carabinieri; un Reparto particolarmente qualificato nel controllo del territorio e nella gestione dell’ordine pubblico creato per garantire alla Calabria un ulteriore supporto nel contrasto alla criminalità comune e organizzata. Quindi una nuova risorsa che si affianca ad una storica realtà di eccellenza della città, i Cacciatori, i quali costituiscono un prezioso presidio di legalità per la gente del Vibonese. I Cacciatori sono anche esempio di vita per tanti giovani vibonesi; infatti il loro coraggio, la loro vita misteriosa e avventurosa è diventata per loro il sogno di una professione futura».

A seguire, il comandante ha sottolineato il rapporto fraterno con i Carabinieri Forestali di Mongiana guidati dal Ten. Col. Gullì e dell’Ufficio Territoriale Carabinieri per la Biodiversità retto dal Ten. Col. Daraio, sottolineandone il valore aggiunto nella tutela dell’ambiente, «da gennaio – ha spiegato in tal senso - anche l’Arma di Vibo si è arricchita di un’altra preziosa risorsa, accolta in maniera fraterna, i Carabinieri Forestali del Comando Gruppo e del Reparto Biodiversità di Mongiana che raccolgono il testimone della tutela dell’ambiente, la cui difesa e valorizzazione, in questa terra e in questi anni più che mai, costituiscono volano di sviluppo, di riscatto e di futuro».

Si guarda avanti, ma senza un pensiero al passato e commosso, in tal senso, il ricordo del carabiniere Antonio Civinini, di cui quest’anno ricorre il trentennale dell’uccisione a Vibo Valentia, per mano di un ubriaco che stava allora terrorizzando i passanti con la sua auto e una pistola in mano. Un giovane uomo, un carabiniere che ha sacrificato con generosità la sua vita per i vibonesi e che, questo è stato l’augurio del comandante, possa essere di esempio per le giovani generazioni. «Prima di congedarmi un commosso saluto a tutti i Carabinieri caduti, tra questi, voglio ricordare, il Carabiniere Antonio Civinini, Medaglia d’Argento al Valor Militare, di cui quest’anno, il prossimo 15 giugno, ricorre il trentennale dell’uccisione a Vibo Valentia. Cari ragazzi che oggi siete qui numerosi, Antonio Civinini è morto all’età di 28 anni, mentre, libero dal servizio, durante una passeggiata in città, in una giornata di sole, è intervenuto per fermare un ubriaco che con il suo veicolo e una pistola in mano stava seminando il panico in una via affollata di Vibo; appena gli si è avvicinato è stato freddato. L’augurio dei Carabinieri di Vibo Valentia è che la spontaneità e la generosità del suo gesto siano per voi giovani e per noi tutti esempio di solidarietà e di protezione fraterna nel momento del bisogno».

Parole intense, cariche di sentimento. Nel nome dell’Arma che è questo. E a cui oggi il comandante Magro ha dato voce, insieme a tutti i rappresentanti dell’Arma nel Vibonese.

LE RICOMPENSE. Si è proceduto poi alla consegna delle ricompense ai militari che si sono particolarmente distinti per atti di valore o per significative operazioni di servizio. Gli encomi sono stati consegnati dal Prefetto Longo, dal Procuratore Giordano, dal Presidente del Tribunale Filardo e dal Vescovo Renzo:

Encomio semplice al maresciallo ordinario Paolo Fiorello ed al carabiniere Scelto Francesco Linza.

Motivazione: Comandante/addetto a stazione distaccata operante in territorio ad alto indice di criminalità, avuta contezza della presenza di un rapinatore all’interno di una rivendita di tabacchi, non esitava ad affrontarlo, unitamente a militare dipendente/ al proprio comandante di stazione, riuscendo, dopo breve colluttazione, a trarlo in arresto. (Pizzo 25 settembre 2015).

Encomio semplice all’appuntato scelto Luigi Rusciano e al carabiniere scelto Riccardo Pugliese.

Motivazione: Capo equipaggio/autista di aliquota radiomobile di compagnia capoluogo, evidenziando spiccata capacità professionale, alto senso del dovere e spirito d’iniziativa, interveniva in soccorso di un cittadino straniero in grave stato di agitazione psicomotoria che, posizionatosi sulle mura di cinta di un castello, minacciava di lanciarsi nel vuoto, riuscendo, unitamente ad altro commilitone, a trarlo in salvo. (Vibo Valentia 24 maggio 2015).

Encomio semplice al vice brigadiere Giovanni Stefanini.

Motivazione: Addetto a squadriglia di squadrone eliportato cacciatori operante in territorio ad alta densità criminale, nonostante le notevoli difficoltà ambientali, dimostrando elevata professionalità, forniva determinante contributo a prolungata attività di ricerca, culminata con la localizzazione e la cattura di due pericolosi latitanti, esponenti attivi di una famiglia legata alla criminalità organizzata, responsabili di efferati delitti contro la persona ed il patrimonio.  (Anoia, Cinquefrondi e Polistena 15 settembre – 30 ottobre 2008).

LE CONCLUSIONI. A chiudere la cerimonia, la visita alla mostra statica dove le diverse specialità hanno messo in mostra i loro mezzi, le famose Gazzelle Alfa Romeo 159, le moto Bmw, il battello a chiglia rigida, i veicoli dei Cacciatori e del Battaglione, fuoristrada Isuzu - Fiat Iveco C17 e Land Rover Freelander e l’elicottero, un AB412. Molto apprezzati dai presenti anche i veicoli dei Carabinieri Forestali, tra questi un Quad, e una pattuglia a cavallo; due bellissimi cavalli di razza “murgese”, di nome zunzan e zibibbo che hanno incantato i più piccoli. Alla fine tanti gadget dell’Arma per i giovani vibonesi.

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