Mostly Cloudy

13°C

Vibo Valentia

Mostly Cloudy

Humidity: 67%

  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

Mileto funerali prestia 1giugno 1 

di GIUSEPPE CURRA’

Mai come in questo caso la maestosa Cattedrale di Mileto è sembrata così insufficiente a contenere i fedeli. Cosi come alla fiaccolata di ieri anche questa sera ai funerali del giovane Francesco Prestia Lamberti, ucciso per futili motivi da un coetaneo, hanno partecipato in migliaia, provenienti anche da altri comuni del vibonese, tantissimi costretti a rimanere fuori dalla chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e ad ascoltare, quindi, la celebrazione in filodiffusione.

Al centro della navata, nei pressi dell’altare, la bara bianca dell’innocente vittima della violenza, adornata con una sua foto, un cuscino di rose dello stesso colore e di orchidee, con la sua maglia numero sette di capitano della locale squadra, con una t-shirt firmata da centinaia di giovani amici e conoscenti, con decine di corone a forma di cuore. A celebrare le esequie, il parroco della Badia don Salvatore Cugliari, affiancato dalla guida della Cattedrale don Domenico Dicarlo, dal parroco di Paravati don Francesco Sicari e da altri sacerdoti della diocesi. 

«Il silenzio - ha sottolineato nella sua omelia don Cugliari - è forse il modo più adeguato per esprimere rispetto per il dolore della famiglia e per dare il senso della gravità di quel che è accaduto. Diffusasi la notizia, la cappa di tale tragedia è scesa sulla nostra testa. Il Vangelo appena letto ci dice che la violenza viene vinta con la forza amore. Lo stesso messaggio ci viene dato anche da Francesco. Se la sua morte servirà a promuovere questo, allora vuol dire che egli continuerà a vivere dentro di noi». Rivolto ai tanti giovani presenti, molti dei quali in ginocchio o seduti in lacrime ai piedi della bara dello sfortunato amico, il sacerdote ha poi sottolineato che non bastano una scritta o dei messaggi, «ma bisogna imparare ad amare in modo serio, mettendoci volontà e facendo di tale scopo un progetto di vita. Davanti a questa morte emerge il problema della degenerazione e della responsabilità educativa. Essa richiama tutti alle nostre responsabilità. I genitori di Francesco – ha svelato in conclusione – mi hanno detto di pregare affinché queste cose non accadano mai più, né a Mileto né altrove. In queste circostanze l’unica consolazione viene da Dio. Francesco, tu oggi ci inviti ad impegnarci affinché, al tuo ricordo, tutti diventiamo migliori». Al termine della celebrazione la famiglia del giovane ha chiesto espressamente di stringere la mano ad ognuno dei presenti, ennesimo esempio di dignità, compostezza, umiltà e grande fede cristiana dato in questi giorni. Il rito di commiato è così continuato per ore e ore, sino al crepuscolo, fino a quando uno scrosciante applauso, insieme ai palloncini e alle colombe che sono state fatte volare, si è levato in cielo e tra le navate della chiesa per segnare il momento in cui la bara di Francesco veniva portata a spalle e tra due ali di folla sul sagrato, per essere infine trasportata nella locale struttura cimiteriale di Paravati.

Mileto funerali prestia 1giugno 2