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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

prestia francesco mileto

di GIUSEPPE CURRÀ 

Si è respirato un clima surreale quest’oggi a Mileto. L’omicidio perpetrato ieri notte dal 15enne A.P. ai danni del coetaneo Francesco Prestia Lamberti, del resto, è di quelli che pone ognuno con le spalle al muro e davanti alle proprie responsabilità. Il mondo della scuola, le famiglie, le istituzioni politiche, civili e religiose, tutti si devono porre degli interrogativi e fare un mea culpa. Se in una comunità di circa 7 mila anime un giovane decide per futili motivi di ammazzare in modo efferato l’amico e il compagno di tante giornate, qualcosa vuol dire che non va, soprattutto a livello socio-educativo.

Detto ciò, per quanto riguarda la dinamica dell’omicidio sono molti gli interrogativi ancora sul tappeto. Nello specifico, vista la poca presenza di sangue gli inquirenti starebbero cercando di capire se l’omicidio sia stato effettuato nello stesso luogo del ritrovamento del corpo, oppure se la vittima sia stata traportata lì, quasi poggiata sul fusto di un aranceto, in un secondo momento. E, ancora, se oltre all’omicida, all’ucciso e all’accompagnatore, ci fosse qualcun’altro in un luogo così remoto. 

Tre i proiettili di una pistola calibro 635 che avrebbero colpito il giovane al petto e alla testa, uccidendolo all’istante. Intanto, emergono anche indiscrezioni riguardo alle ore precedenti l’omicidio. A. P. e la vittima, infatti, avrebbero trascorso il pomeriggio assieme ad altri amici, giocando a carte in un’area attrezzata della cittadina normanna. Alle 18 circa, qualcuno avrebbe anche assistito a degli screzi in una via limitrofa. Di certo, comunque, rimane la morte innocente di un 15enne, vittima dell’inaudita violenza di un coetaneo. Attorno all’affranta famiglia dell’ucciso si è, nel frattempo, unita tutta la città in lutto, toccata al cuore da questa tragedia. Chiamata, tra l’altro, domani alle 21 a partecipare a una fiaccolata di vicinanza e preghiera, richiesta con forza dai giovani e dalle parrocchie per ritrovarsi, dire basta alla violenza e richiamare tutti al buon senso. La fiaccolata partirà da piazza Badia e si concluderà sul sagrato della Cattedrale. In serata, è stato lo stesso parroco della chiesa madre della diocesi don Domenico Dicarlo a richiamare tutti «alle proprie responsabilità, ad ascoltare il grido di aiuto dei giovani, spesso lasciati soli, e ad impegnarsi per costruire una comunità basata sui valori della famiglia e della convivenza pacifica».

 mileto omicidio a.p 29maggio