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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

ospedale iazzolino nuova

È sanità. Sono i diversi volti e le diverse sfumature della sanità. Perché c’è il buono e c’è il cattivo. Ci sono le eccellenze e c’è quello che delle volte trasforma la sanità in un incubo. A dare un quadro sono due lettere giunte nel pomeriggio in redazione. Due diversi destinatari, due questioni in parte diverse, ma unico il comune denominatore: il sistema sanitario. Due questioni che si intrecciano, lì dove come a Vibo, le eccellenze ci sono e anche quelle spesso sono costrette a scontrarsi con un sistema dove le infrastrutture danneggiano non solo gli utenti, ma anche quei professionisti che ogni giorno si mettono al servizio del cittadino.

Una lettera aperta al ministro della Salute è quella scritta da Cosimo Limardo del “Movimento Italiano Disabili” che denuncia la situazione di disagio che in Calabria è vissuta dagli utenti che, ad esempio, per la prenotazione di una visita devono attendere mesi, prima tra tutte quelle diabetologiche. È sul “sistema” che, insomma, si sofferma Limardo mentre l’altra lettera, invece, è un ringraziamento di una paziente al dottore Cervadoro. Dopo un complesso intervento, infatti, Maria Di Salvia ha deciso di dire pubblicamente grazie al medico, ritenendo che sia giusto dare risalto a quello che di buono c’è a Vibo.

In particolare, Limardo, responsabile calabrese del “Movimento Italiano Disabili” descrive al ministro Lorenzin, una sanità «al collasso». E sono i “tempi” a dare l’idea, considerato che denuncia «per una normale prenotazione per una visita diabetologica si devono aspettare mesi e va bene quando si prenota pagando, perché altrimenti il rischio è che nella lunga attesa si muoia prima». Da qui, l’appello al ministro perché «un povero ammalato non può aspettare a lungo considerato che la malattia non aspetta» con la richiesta che si trovi una soluzione per diminuire i tempi di attesa, così come attenzione viene chiesta sullo stato di salute degli ospedali e sul fatto che essendoci ormai pochi posti, spesso «i pazienti si trovano ad essere trasferiti da un ospedale ad un altro come pacchi postali». Il diritto alla salute, a curarsi, quindi, quello che si invoca. Il diritto, in particolare, «a potersi curare nella propria regione». Insomma, un appello affinché vengano dati gli strumenti a tutti i nosocomi, per aiutare i malati e mettere fine al triste fenomeno della migrazione sanitaria.

Strumenti, quindi, per i medici e quel personale sanitario che ogni giorno deve far fronte con tutte le difficoltà ad erogare quella “sanità”. Medici eccellenti, come quello che Maria Di Salvia ha deciso di ringraziare pubblicamente. «Desidero ringraziare il dott. Oscar Cervadoro e tutta la sua equipe dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia – scrive infatti la signora - per aver eseguito brillantemente un intervento chirurgico cui sono stata sottoposta nei giorni scorsi. Un intervento delicato e molto complesso». Da qui, il suo ringraziamento per fare sapere che «a Vibo Valentia abbiamo delle eccellenze ed una di queste è proprio il dott. Cervadoro». Dottore che, conclude, «si è distinto, oltre che per la grande  professionalità, anche per la sua disponibilità e grande umanità, doti di fondamentale importanza nel rapporto medico-paziente».