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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

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Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione distrettuale antimafia, le Fiamme Gialle del locale comando provinciale, del Nucleo speciale Polizia valutaria e del Servizio centrale investigazione sulla Criminalità organizzata hanno eseguito, nelle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Roma, un provvedimento emesso dalla Sezione misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria con il quale è stata disposta, nei confronti dell’imprenditore edile vibonese Angelo Restuccia, l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dell’intero patrimonio aziendale composto da 4 imprese commerciali, delle rispettive quote societarie, di 27 immobili (appartamenti, locali commerciali, terreni), di svariati rapporti finanziari e assicurativi, il tutto per un valore stimato pari a circa 28 milioni di euro.

Tale provvedimento si fonda sulle risultanze delle attività investigative poste in essere dalla Guardia di finanza, da cui sarebbe emerso che l’imprenditore – sebbene abbia riportato solamente condanne per fatti di modesta entità (violazioni fiscali e alla normativa sul lavoro), peraltro risalenti – fosse da tempo colluso con la ‘ndrangheta, avendo - secondo i magistrati - avviato ed accresciuto le proprie attività grazie agli appoggi delle cosche operanti nei territori di Gioia Tauro (Reggio Calabria) e Limbadi (Vibo Valentia) – i Piromalli e i Mancuso - e legate da accordi e cointeressenze economiche, così come si ricava dal le evidenze giudiziarie del processo “Tirreno” e, da ultimo, del processo “Mediterraneo”.

ANNI '80. Tale rapporto sinallagmatico, «risalente ai primi anni Ottanta, ha consentito all’imprenditore di prosperare e, nel contempo, ha favorito gli interessi dei sodalizi mafiosi, rafforzandone le capacità operative e di controllo del territorio». La figura di Restuccia è inizialmente emersa nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “Bucefalo”, condotta dai Reparti delle Fiamme Gialle e conclusasi con l’esecuzione, nel corso del 2015, di provvedimenti cautelari personali e patrimoniali nei confronti di 11 soggetti. In quel contesto era emerso lo storico legame tra quest’ultimo ed i componenti di vertice della cosca Piromalli. Attraverso le indagini svolte era stato possibile accertare che nella realizzazione del Parco commerciale Annunziata di Gioia Tauro, nella provincia di Reggio Calabria, sarebbero state impiegate diverse imprese legate, direttamente o indirettamente, a cosche di ‘ndrangheta .

L’assegnazione dei lavori, infatti – hanno spiegato gli inquirenti - era una prerogativa esclusiva della cosca, tanto da rappresentare uno dei motivi scatenanti la storica rottura dei rapporti tra la citata famiglia e un'altra cosca, tra le più potenti della piana di Gioia Tauro, storicamente legate da vincoli economici e di sangue. In questo contesto, la R. C. S.p.a. – gestita ed interamente riconducibile a Restuccia – avrebbe realizzato una consistente parte dei lavori edili, ovvero la struttura prefabbricata adibita a nuova sede dell’Annunziata, oltre a due capannoni ed un fabbricato che insistono all’interno del parco commerciale. Le investigazioni svolte, corroborate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, avrebbero inoltre consentito di appurare «come l’imprenditore non solo conoscesse da tempo i vertici della cosca, ma li frequentasse e si rapportasse con loro».

Alla luce di tali risultanze, su richiesta della stessa Direzione distrettuale antimafia, la Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto, con l’odierno provvedimento, il sequestro di prevenzione sui seguenti beni riconducibili all’imprenditore vibonese:

patrimonio aziendale e capitale sociale della “ R. C. S.p.a . ” (8 immobili e 27 veicoli) , con sede in Filandari (VV) , esercente l’attività di “fabbricazione di prodotti in calcestruzzo per l'edilizia”;

patrimonio aziendale e capitale sociale della “ S. F. S.r.l. ” (3 immobili), con sede legale in Filandari (VV), esercente l’attività di “lavori generali di costruzione di edifici”;

patrimonio aziendale e capitale sociale della “A. I. S.r.l. ”, con sede in Filandari (VV), esercente l’attività di “locazione immobiliare di beni propri”;

quote sociali (33,33%) della “ F.C.F. S. A. S.r.l. ” con sede legale in Nicotera (VV), esercente l’attività di “ coltivazione di ortaggi in piena aria”;

27 beni immobili, tra appartamenti, locali commerciali e terreni siti nella provincia di Vibo Valentia e Roma;

 3 polizze vita e plurimi rapporti finanziari/assicurativi personali e aziendali.

Contestualmente all’esecuzione della misura di prevenzione, i Reparti della Guardia di Finanza hanno eseguito diverse perquisizioni locali nei luoghi nella disponibilità del proposto e dei suoi familiari, ubicati prevalentemente nel territorio di Vibo Valentia.