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  • Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2017, 19:48:56.

piperno nazzareno nuova ok 

Dei numeri che “circolano” il coordinatore dello Slai cobas, Nazzareno Piperno, non sembra molto convinto, e un po’ di «stupore» non lo nasconde, infatti, davanti al «susseguirsi di notizie in cui si magnificano i risultati che la raccolta differenziata ha raggiunto o si prefigge di raggiungere nel breve periodo a Vibo Valentia. Ovviamente – sottolinea - apprezziamo e non poco i miglioramenti che si spera si possano finalmente raggiungere» ma gli entusiasmi per Piperno sembrano «fuori luogo. Perché di risultati – chiosa - al momento non ve ne sono e la speranza che ci possano essere in un prossimo futuro è flebile, molto flebile. Incorporea quasi».

In ogni caso, «prima che qualcuno possa considerarci come disfattisti» il sindacalista invita tutti «ad analizzare i fatti. Oggi i Comuni – quale quello di Vibo Valentia – pagano 147,00 euro a tonnellata a titolo di conferimento dei rifiuti in discarica. Per chi – sempre come Vibo Valentia - non raggiunge il 25% annuo di raccolta differenziata si pagano altri 22,00 euro a tonnellata a titolo di penale». Quindi, considerato che i numeri sono chiari, «la notizia sarebbe che se si raggiungesse l’indicata percentuale, il Comune risparmierebbe la relativa somma che per una collettività che conferisce in discarica ogni giorno non meno di 40/45 tonnellate, ammonterebbe circa 300.00,00 euro calcolati per difetto. Grande cosa certo». Ma, c’è un ma. Perché l’obiettivo è quello di «raggiungere il 25% di differenziata, laddove, sia detto per inciso, l’azienda aggiudicatrice, da contratto, si era impegnata a raggiungere non il 25% ma il 40%. Cosa che molti considerano – raggiungere il 25% - già fatta o comunque alla portata di chi svolge oggi il servizio».

Da qui, insomma, la decisione di Piperno di «smorzare i troppo facili entusiasmi» considerato che «a quattro mesi circa dall’inizio del servizio la percentuale raggiunta sfiora il 12% (e siamo generosi perché più  ragionevolmente, senza scendere troppo nel tecnico per non annoiare che ci legge, la percentuale  reale non supera il 10%). Per raggiungere il tanto agognato 25% annuo, pertanto – spiega - sarebbe necessario ottenere percentuali mensili non inferiori al 40/45% . E non un mese soltanto. Ma tutti i mesi che restano fino a dicembre (con luglio e agosto di mezzo quando la città si spopola….). Francamente ci sembra un po’ troppo per chi oggi è al 10/12%».

Certamente, prosegue, «nulla è impossibile, ma pensare che tali ambiziosi risultati possano essere raggiunti con il numero di occupati di oggi e con il monte ore che l’azienda continua a considerare disponibile, non può che apparire ai più – a noi sicuramente – come utopistico e irreale». Insomma, torna sulla questione occupazionale il coordinatore dello Slai cobas che, in questa direzione, invita a incrementare «da subito le zone cittadine di raccolta differenziata per arrivare, in tempi brevissimi (non oltre un mese) a coprire l’intero territorio. Ma per fare questo servono uomini, braccia, ore di lavoro e mezzi. E come pensi l’azienda di poterlo fare se già si rifiuta, per come fatto finora, di assumere il numero di lavoratori che il contratto gli imponeva (ricordiamo 70 unità a fronte di sole 60 assunzioni), risulta francamente un mistero». Una «analisi», della di Piperno, «della cruda realtà», nella convinzione che «per poter risparmiare in prospettiva, bisogna investire oggi. Perché solo così si creano le condizioni per raggiungere risultati».

Un investimento per il sindacalista, quindi, significherebbe avere un beneficio dal punto di vista del servizio e dell’occupazione. «Raggiunto l’obiettivo saremo i primi a dire che il risparmio raggiunto vada all’azienda per consentirle di ottenere il giusto guadagno dopo aver rischiato e per consentirle di stabilizzare prima e migliorare poi i risultati finalmente raggiunti». Si invoca un «colpo d’ala», insomma, per cui serve «l’assunzione di un rischio – comunque calcolato – che solo i protagonisti della vicenda, e ci riferiamo certo alla società ma anche al Comune, possono decidere di assumere. Aumentare l’organico oggi, quindi, rischiando qualcosa dal punto di vista economico, raggiungere le percentuali necessarie e rientrare dal rischio affrontato poi con le somme risparmiate per il mancato conferimento in discarica. Altra strada – conclude - non c’è. E chi sostiene il contrario, lo fa con la consapevolezza di dire qualcosa che non si verificherà. Noi siamo pronti, per quanto ci compete, a fare la nostra parte. Ma la prima mossa spetta ad altri. Al Comune in primo luogo ed all’azienda in secondo. E speriamo che il Sindaco ci si stia leggendo».