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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

 

sbarco vibo marina aprile 2017 arrivo
Lo sbarco iniziato da poco a Vibo Marina

Sono numeri che danno forma ad una tragedia che, ormai, da anni si consuma. Viaggia attraverso il mare, lì dove la natura diventa madre e matrigna. Il mare blu, speranza e morte. Il mare da attraversare, l’ultimo baluardo verso la libertà. Lontano dalle guerre, dal sangue, dal dolore. Oggi, un nuovo sbarco anche a Vibo Marina, con 1600 migranti circa (ancora il numero ufficiale non è noto, ma si sa che tra loro ci sono molti minori non accompagnati e donne incinte). Si susseguono in Calabria da più giorni. In tutto, 8.300 migranti salvati in tre giorni, tra loro sono stati recuperati anche 13 cadaveri, tra i quali quello di un bimbo di otto anni.

Rischiano la vita nella speranza di trovare un posto migliore. Ma quella speranza ha nei volti le sfumature del dolore, della morte. La incontrano lungo quel mare blu. Ed è lì nei occhi. E di occhi questa mattina ce ne erano tanti. Sono arrivati al porto di Vibo Valentia, intorno alle 12.30, a bordo di una nave della Marina italiana "Asso 29", soccorsi nei giorni scorsi nel canale di Sicilia e provenienti, in prevalenza, dall'Africa subsahariana. 

sbarco vibo marina aprile 2017 2Donne, bambini, troppi bambini. In fila, in attesa delle operazioni di riconoscimento, prima di poter continuare il viaggio qualcuno, mentre altri si fermeranno nella provincia vibonese. Una nuova casa, un nuovo step, un altro passaggio. Per un baluardo che, forse, era un’illusione. Sospeso tra quel che era e non è più. In connessione per scacciare quella disperazione che portano con loro. Senza bagagli, ma con un carico di disperazione che pesa sulle loro spalle, che riga i loro volti.

Così, sono giunti a Vibo Marina dove a coordinare le operazioni di soccorso e accoglienza è la Prefettura, in campo i volontari della Protezione civile, della Croce rossa italiana e delle associazioni attive sul territorio. Insieme, per porgere una mano. Mentre intorno monta la protesta, di quanti si chiedono se questa emergenza avrà mai una fine, se c’è chi lucra su questa tragedia.

Intanto, però, loro sono lì, con occhi che raccontano di dolori e speranze. Interrogano i loro occhi, a tratti bassi a tratti rivolti al cielo. Un’umanità tradita da se stessa, in viaggio alla ricerca del futuro. Occhi lucidi che anche oggi racconteranno una storia. E si potrà far finta di niente, si potrà voltare lo sguardo da un’altra parte. Ma l’eco di quella storia, attraverserà il porto. E avrà con sé quella scia di dolore che arriva da lontano. Oltrepassa le anime, le ferisce. Nel giorno che segue le celebrazioni per la Resurrezione. E resterà l’eco, per un’umanità che guarda il sangue che tinge quel mare blu, il dolore di speranze infrante, ma ha già dimenticato. La Resurrezione.

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AGGIORNAMENTO.

Iniziate le operazioni di sbarco, potrebbero andare avanti fino a tarda notte, considerato il numero dei migranti giunti a bordo del rimorchiatore “Asso 29”. In tutto, dovrebbero superare infatti i 1600 - ma ancora non ci sono dati certi - e tra loro vi sono molti minori non accompagnati e donne, alcune delle quali incinte – circa 15 - delle quali una sembra che sia stata già trasportata in ospedale a Vibo, per partorire. Giunto, inoltre, anche il cadavere di un 16enne che non ha superato la traversata, e che pare sia morto a causa degli stenti.

La macchina organizzativa della Prefettura è a lavoro da stamane e sono stati già allestiti i capannoni a Porto Salvo, per procedere alle operazioni di identificazione e registrazione. In azione, oltre 500 persone, tra volontari (Croce rossa e Protezione civile), forze dell’ordine e sanitari. Tra questi ultimi, il direttore del Suem 118 dell’ospedale di Vibo Valentia ha chiesto di poter salire a bordo della nave per verificare le condizioni dei migranti che dopo tre giorni di viaggio sono giunti in condizioni precarie - denutriti e disidradati - a Vibo Marina e motivo per cui i vigili del fuoco stanno anche provvedendo ad idratarli sul ponte della nave attraverso getti di acqua nebulizzata.

In particolare, si è registrata un po’ di tensione all’arrivo perché alcuni dei migranti feriti chiedevano di poter scendere subito dalla nave ma sembra che la situazione sia tornata alla normalità dopo l’intervento di un mediatore. Prosegue, quindi, il lavoro e in attesa delle operazioni che saranno svolte a Porto Salvo, al momento si sa che i minorenni non accompagnati resteranno nel Vibonese, mentre gli altri verranno trasferiti in altre località per come predisposto dal ministero dell’Interno.

Un'emergenza senza fine che continua a lasciare una scia di morte e disperazione, e per cui anche Vibo Marina è stata chiamata a fare la sua parte. 

 

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