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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

procura gdf operazione chaos conferenza

di GIUSEPPE MAZZEO

Un’inchiesta che «lascia emergere ancora una volta il rapporto patologico che spesso, purtroppo, si crea tra la pubblica amministrazione e alcuni imprenditori in occasione della spendita di denaro pubblico». Ha riassunto così, il procuratore capo di Vibo Valentia Bruno Giordano, l’inchiesta denominata “Chaos” condotta dalla Guardia di finanza sotto il coordinamento del sostituto Benedetta Callea e culminata stamattina con l’esecuzione di 9 arresti nei confronti di cinque imprenditori e quattro funzionari dell’Anas.

Giordano ha parlato di un’indagine «molto qualificata» che ha passato quasi in toto il vaglio del gip del Tribunale di Vibo Valentia. E non ha nascosto il suo rammarico nel constatare che «è anche per questo “rapporto patologico” che opere come la A3 non si completano mai e rimangono disastrate per gli utenti».

La Callea ha illustrati alcuni dettagli di questa indagine che è «una prosecuzione di quella che già alcuni mesi fa ha portato al sequestro di un tratto autostradale, iniziata a dicembre 2015». Un’indagine «complessa, perché si ha a che fare con grandi opere pubbliche, e che ha richiesto la consulenza specifica di un team di esperti». Al vaglio della Guardia di finanza, al comando del capitano Alessandro Lembo, una mole notevole di documentazione che ha portato alla contestazione di numerose ipotesi di reato, dalla frode alla truffa, fino al falso e all’abuso d’ufficio a carico dei funzionari Anas.

Quanto alle conseguenze pratiche sull’utenza, alla luce del provvedimento odierno, è stato spiegato che «l’autostrada rimane aperta, perché - ha precisato il colonnello della Gdf Carmelo Pallaria - il rischio è concreto ma non imminente». Ora, dunque, bisognerà procedere alla messa in sicurezza necessaria. Emblematica e riassuntiva, ironica ma non troppo, la risposta del procuratore Giordano ad una precisa domanda: «Se prendo l’autostrada per andare a Reggio? Sì, la prendo. Ma con cautela...».