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  • Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2017, 17:32:31.

lavoratori rsu comune protesta

Da quattro giorni e tre notti, Palazzo Luigi Razza, in via eccezionale, sta ospitando degli inquilini particolari. Sono i 15 lavoratori del servizio di raccolta rifiuti, che hanno perso il loro impiego nel subentro della nuova ditta, la Dusty Srl. I lavoratori sono gli stessi per quali l’assessore con delega all’Ambiente, Antonio Scuticchio, qualche mese fa, si era espresso con un «non è la fine del mondo se perdono il lavoro», salvo poi precisare: «Non ho mai detto al giornalista che non è la fine del mondo se gli operai perdono il lavoro. Mi guarderei bene dal fare un’affermazione del genere. Ho soltanto detto loro, come per altro ribadito in altre occasioni, che non devono pensare che il 18 gennaio (data di subentro della nuova ditta, ndr) sia la fine per loro, o che sia la fine del mondo. Nel senso che anche dopo quella data devono continuare a sperare e a lottare, e il Comune farà tutto quanto è di sua competenza per assicurare i diritti dei lavoratori al pari dei diritti della cittadinanza ad avere un servizio efficiente».

Sarà, ma ad ogni modo, i lavoratori in questione, sostenuti dal sindacato di base dello Slai-Cobas, non hanno perso la loro determinazione a lottare. Forse la speranza di riavere un lavoro, quella sì. Ma allo stato, sembrano determinati a sostenere le loro ragioni. E lo stanno facendo con una occupazione silenziosa del palazzo municipale. Senza alcun clamore, o atti di forza. Ma con il solo scopo di ricordare a tutti i condomini e passanti, abituali o meno, che sono lì in attesa che qualcuno dia loro delle risposte concrete, più che garanzie. Del resto, stiamo parlando di uomini over 40, senza più un impiego, e che difficilmente - per seguire il consiglio del ministro Poletti -, sarebbero disposti a sostenere qualche partita di calcetto.

La loro partita, ora, si sta giocando all’interno di quel Palazzo. In cui sono entrati dalla porta principale, e dal quale non intendono uscirne dalla stessa via. Lo spiega bene il coordinatore dello Slai-Cobas Nazzareno Piperno, che lamenta il totale disinteresse di coloro i quali oggi amministrano la città e che non sembrerebbero affatto preoccuparsi di questi 15 lavoratori, padri di famiglia, senza più un lavoro e prospettive. «Non usciremo dalla porta da cui siamo entrati: vogliamo un’altra uscita per questa vertenza. E questa uscita si chiama lavoro -  afferma il sindacalista Piperno - . Siamo stati dal prefetto, abbiamo avuto incontri con assessori e sindaco, abbiamo anche protocollato una nostra proposta per garantire un impiego a questi lavoratori che già negli anni hanno dovuto subire una continua erosione dei loro diritti, pur di continuare a lavorare, a campare. Ora è il momento di dare risposte chiare. Non abbandoneremo il nostro presidio: basta promesse o semplici dichiarazioni di intenti». 

a.c.