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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

giustizia

Cinque ergastoli e altre condanne per 90 anni di carcere. È questa la richiesta del sostituto procuratore generale Francesco Monaco alla Corte d’Assise d’appello di Reggio Calabria, presieduta dal giudice Lilia Gaeta, che deve giudicare 11 imputati nel processo con rito ordinario scaturito dall’inchiesta sulla faida dei boschi, nell’ambito della quale rimase ucciso anche il boss dei “viperari” di Serra San Bruno, Damiano Vallelunga.

vallelunga damianoLa Procura ha chiesto la condanna all’ergastolo per i seguenti imputati: Vincenzo Gallace, Cosimo Giuseppe Leuzzi, Andrea Sotira, Cosimo Spatari, Agostino Vallelonga. Le altre richieste riguardano Salvatore Papaleo (20 anni), Roberto Umbaca (17 anni), Antonino Belnome (15 anni), Luca Spatari (13 anni), Antonio Leuzzi (12 anni), Cosimo Damiano Bruno Vallelonga (12 anni).

In primo grado la Corte d’Assise di Locri aveva condannato all’ergastolo Gallace e Cosimo Leuzzi, condannato complessivamente altri sei imputati a 119 anni di carcere e assolto altri due. Secondo l’antimafia reggina, Gallace e Leuzzi furono i mandanti dell’omicidio eccellente di Damiano Vallelunga, trucidato il 27 settembre 2009 davanti al santuario di Cosma e Damiano a Riace mentre usciva dalla messa.

Il processo è stato aggiornato al 27 aprile, quando toccherà alle difese argomentare in favore degli imputati. L’atto conclusivo dell’inchiesta dei carabinieri risale all’agosto 2012, quando scattò il blitz che mandò in carcere 16 persone accusate di far parte delle cosche Leuzzi, Ruga e Vallelonga. Imputati che a vario titolo devono rispondere di associazione mafiosa, armi, intestazione fittizia di beni.