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  • Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2017, 10:27:38.

 russo emiliano foto ok

Si era slegato, ma l’aveva annunciato che la sua battaglia non si sarebbe fermata lì al Tribunale di Vibo. Emiliano Russo, infatti, va avanti e attende quelle risposte che le Istituzioni gli hanno assicurato. Vuole rivedere le sue figlie e per questo niente lo fermerà. Perché non accetta di subire la decisione della moglie che «da tre anni e mezzo non mi fa vedere le mie due bambine dopo essersele portate in Slovacchia».

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Interrotta la protesta davanti al Tribunale di Vibo, quindi, dopo aver incontrato il questore Bonfiglio, Russo ha proseguito lo sciopero della fame. «Ma questo è solo il primo passo, nono sono stato bene ma non importa», ha spiegato. E, infatti, adesso è a Roma che punta. È nella Capitale che sta, infatti, organizzando una manifestazione per sollecitare l’iter di rimpatrio delle bambine, ma anche per sollevare una questione che coinvolge tanti padri che come lui, all’improvviso si sono visti negare il diritto ad essere genitori. La protesta pacifica, come ci tiene a precisare Russo che anche a Vibo ha dato voce al suo dolore in silenzio, si dovrebbe tenere davanti al ministero degli Esteri e davanti all’Ambasciata slovacca a Roma. E lì che intende chiedere giustizia Russo. E lo farà appoggiato dalle tante associazioni che ha avuto modo di conoscere e alle tante persone «che ho conosciuto in questi giorni e che mi stanno accanto». Tanti calabresi ma anche tante persone di tutta Italia, che hanno deciso di sostenerlo in questa battaglia.

«Mi sono slegato, è vero – ha spiegato Emiliano - ma c’è una catena dalla quale non riesco a liberarmi: quella del dolore generato dalla lontananza dalle mie figlie. Liberatemi da questa catena. Liberatemi da questo dolore che mi soffoca, che non mi fa respirare». Va avanti, insomma, «non mi fermerò – ha concluso - fino a quando le mie bambine non torneranno a casa». Una «marcia pacifica su Roma» la definisce «una marcia per i diritti. Sto aspettando – ha concluso – che mi diano delle risposte le Istituzioni ma andrò avanti». Va avanti, questo ripete Russo che non si arrende.