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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

asp vibo sede palazzo

Formalmente si identifica con la volontà di «attribuire il giusto riconoscimento ai direttori di Unità operativa che si sono distinti per il loro impegno nell’attività professionale e nel lavoro di studio e ricerca scientifica, e che pertanto, anche dopo il collocamento in quiescenza, possono rappresentare una risorsa ed un patrimonio culturale insostituibile per l’Azienda».

Concretamente cosa comporterà è ancora tutto da vedersi, ma stando alla delibera di Angela Caligiuri, direttore generale dell’Asp, che a sua volta fa riferimento al decreto regio numero 1631 del 30 settembre 1938, la nomina di “Primario emerito” «non avrà effetti giuridicamente rilevanti, non determinerà la prosecuzione o  la ripresa del rapporto di lavoro, non darà diritto ad alcun compenso, non autorizzerà ad occupare i locali dell’Azienda o a gestire attrezzature senza specifica concessione».

Insomma, vista così solo una speciale onorificenza che, secondo quanto riportato dal Quotidiano del sud stamane, toccherà ai direttori di struttura complessa di Ortopedia e Neurologia dell'opsedale di Vibo Valentia, collocati in quiescenza tra gennaio e febbraio del 2017, Michele Soriano e Domenico Consoli.

Vero è , però, che nel regolamento redatto ad hoc e con una tempistica piuttosto sospetta, lo scorso sette marzo, si riconosce la possibilità per il “Primario emerito” di «fornire pareri a prevalente valenza scientifica, formativa ed organizzativa» e si demanda ad un «accordo con il direttore di struttura subentrato, in condivisione con la direzione sanitaria aziendale, la disciplina della «presenza nell’Unità operativa», in più si dà facoltà di partecipare «di diritto alla Commissione scientifica aziendale con la possibilità di assumerne la presidenza».

Quanto al resto, il titolo potrà essere “speso” solo in veste di «autore di pubblicazioni e relazioni; di docente e/o organizzatore di congressi, incontri di studio e consessi scientifici in genere; di partecipante a progetti di ricerca nazionali ed internazionali ed a trials clinici».  In più i primari emeriti sono «autorizzati a condurre attività di ricerca clinica anche tramite Randomized Controlled Trial approvati dal comitato etico, nell’intesa che eventuali grant vincolanti alle ricerche specifiche confluiranno in un apposito fondo aziendale destinato ad attività scientifiche e/o congressistiche che diano ritorno di immagine anche all’azienda».

Per grant si intenda, vocabolario alla mano, «sussidio, dono, sovvenzione, assegnazione contributo».

Che il trucco ci sia e non si veda...?