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  • Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2017, 08:44:11.

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«Tutela dell’economia legale e delle libertà economiche dei cittadini, delle imprese e dei professionisti onesti, garanzia del corretto impiego delle risorse Comunitarie, Statali, Regionali e degli Enti Locali destinate al benessere della collettività e sostenimento delle politiche di sviluppo economico e sociale, grande attenzione al dialogo con i contribuenti, per promuovere la compliance, nel quadro di un nuovo rapporto con il Fisco»: è stato anche questo il grande impegno delle Fiamme Gialle nella Provincia di Vibo Valentia, che ha contraddistinto la sua azione per tutto l’anno 2016. Un impegno costante e capillare in tutto il territorio per «contrastare tutte le possibili sfaccettature che gli illeciti economico-finanziari possono presentare».

Questa mattina, presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, il colonnello Elia Carmelo Pallaria, ha presentato il rapporto relativo all’anno ormai passato, tracciando percorsi e soprattutto i numeri di quella che è stata la costante opera delle Fiamme Gialle. Al suo fianco, i suoi ufficiali: il tenente colonnello Rolando Venturen, capo ufficio del Comando Provinciale, il maggiore Alessio Iannone, comandante del Nucleo Polizia Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo, il capitano Alessandro Lembo, comandante della Compagnia di Vibo Valentia, il luogotenente Giovanni Frangiamore, comandante della tenenza di Tropea, il luogotenente Giovanni Surace, capo sezione del personale del Comando di Vibo Valentia, il maresciallo aiutante Francesco Galeano, capo sezione delle operazioni e programmazione del Comando di Vibo Valentia.

«Anche per il 2016 - ha spiegato alla stampa il colonnello Pallaria - i risultati ottenuti sono stati suddivisi nei tre obiettivi strategici: lotta ai fenomeni evasivi più gravi e diffusi e alle frodi fiscali, alle illegalità nella Pubblica Amministrazione, agli sprechi di risorse e alla criminalità economico finanziaria in genere, oltre al contributo fornito nel concorso alla sicurezza interna ed esterna del Paese. Più nel dettaglio: l’attività investigativa, si è sviluppata con l’esecuzione di 207 deleghe d’indagine pervenute nell’anno dalla magistratura ordinaria e dalla Corte dei Conti, di cui 170 portate a conclusione; è stata continuata l’esecuzione di piani operativi mirati, per l’aggressione sistematica e organizzata ai più gravi fenomeni di illegalità economico-finanziaria, attraverso l’esercizio degli autonomi poteri d’intervento attribuiti al Corpo dalla legge nell’ambito delle prerogative di polizia economica e finanziaria; è proseguita l’azione di contrasto ai grandi traffici illeciti, via terra o per mare e il concorso al dispositivo di ordine e sicurezza pubblica nazionale». 

Obiettivo prioritario della Guardia di Finanza, il contrasto all’evasione nel corso di tutto il 2016 è stato perseguito, attraverso l’esecuzione di 20 piani operativi basati su indagini di polizia giudiziaria su delega della magistratura ed interventi ispettivi eseguiti autonomamente dai Reparti, in virtù dei poteri amministrativi conferiti dalla legge. Nel corso dell’attività di verifica sono stati denunciati 16 responsabili di frodi e reati fiscali, scoperti 19 tra evasori totali e paratotali e 48 lavoratori irregolari, impiegati completamente in nero (16 i datori di lavoro verbalizzati per utilizzo di manodopera in nero). Da 13 controlli effettuati su immobili adibiti a strutture turistiche e/o alberghi è emerso, complessivamente, un omesso versamento dell’imposta (IMU) per gli anni dal 2012 al 2015 di quasi 680mila euro.GdF conferenza3

  «In termini di concreta attività finalizzata all’effettivo recupero dei tributi evasi  - ha spiegato ancora il colonnello Pallaria - sono state avviate procedure di sequestro patrimoniale nei confronti dei responsabili di reati tributari per quasi 7,5 milioni di euro ed effettuati sequestri per 3,3 milioni di euro, di cui oltre 300 mila nella forma per equivalente; sono state proposte, altresì, misure cautelari amministrative per circa 4 milioni di euro». Ma l’attività delle Fiamme Gialle si è rivolta anche ad altro. Come il contrasto alle truffe sui fondi pubblici e all’illegalità nella pubblica amministrazione, ad esempio, e i controlli in materia di spesa pubblica ed appalti. In questo ultimo settore, particolarmente, «tutto il territorio ci consegna, purtroppo, un quadro di illegalità piuttosto diffusa. Nel 2016 sono stati controllati appalti per un valore di 125.138.92 euro».

O ancora il contrasto alla criminalità organizzata ed a quella economico finanziaria, così come il mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica, «principalmente con l’impiego dei militari specializzati “Anti Terrorismo e Guardia di Finanza che per il loro particolare addestramento e la conoscenza delle migliori tecniche di polizia, si caratterizzano per un peculiare dinamismo operativo ed oltre a garantire i servizi di ordine pubblico e le misure di protezione personale nel quadro delle direttive delle locali Autorità di pubblica sicurezza, fanno parte integrante del dispositivo operativo del Corpo per il contrasto all’illegalità economico-finanziaria ed ai traffici illeciti, assicurando il loro fondamentale apporto soprattutto al controllo economico del territorio».

Nel quadro della più ampia missione di concorso alla sicurezza interna ed esterna del Paese, il Corpo ha assicurato inoltre, in provincia, unitamente alle altre Forze di Polizia, un’ampia azione di contrasto ai traffici Illeciti, quali quelli nel settore degli stupefacenti, dei rifiuti, delle armi, concorrendo al dispositivo volto a contrastare l’immigrazione clandestina ed all’accoglienza umanitaria dei migranti, giunti numerosi presso il porto di Vibo Marina. «Accanto a forme di evasione che potremmo definire “tradizionali - ha commentato per concludere l’alta uniforme delle Fiamme Gialle di Vibo Valentia, il colonnello Pallaria -  l’attività operativa ha, tuttavia, consentito di rilevare alcune tipologie inquadrabili nel più vasto contesto della fiscalità internazionale. Sono state effettuate, infatti, alcune verifiche nei confronti di un gruppo di società, controllate da una multinazionale estera, operanti nel settore delle energie rinnovabili. Gli interventi hanno portato all’accertamento di una evasione di imposta per circa 14 milioni di euro. L’attività è stata resa possibile anche grazie ai notevoli progressi registrati sul fronte della cooperazione internazionale in materia di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale».