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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

Toscana ndrangheta droga

 

Cinque ordinanze di custodia in carcere, altrettante ai domiciliari e due misure interdittive, oltre a 130 kg di cocaina sequestrati, nell'inchiesta che ha portato ad una operazione contro il traffico internazionale di cocaina, condotta dal nucleo investigativo dei Carabinieri di Livorno e dal nucleo polizia tributaria della Guardia di finanza di Pisa. Le indagini sono collegate a quelle sull'omicidio di Giuseppe Raucci, il 48enne trovato morto il 10 dicembre 2015 a Ginestra Fiorentina. L'organizzazione smantellata oggi è collegata alla 'ndrangheta in toscana e l'operazione ha interessato le province di Vibo Valentia, Prato, Pistoia, Firenze e Livorno.

Era un gruppo di dipendenti 'infedeli' del porto di Livorno che garantiva lo sbarco e il prelevamento di ingenti quantitativi di cocaina dai container, contrattata da cosche della ndrangheta in Colombia e spediti per lo smercio su tutto il territorio nazionale. Quasi tutti i dieci arrestati, in carcere e ai domiciliari, risultano essere legati alle attività mercantili del porto di Livorno. Altre due misure interdittive hanno riguardato due guardie giurate del porto. Secondo le indagini, i dipendenti infedeli erano a libro paga del loro referente locale collegato a soggetti calabresi, Riccardo Del Vivo, 68 anni, arrestato in carcere, a sua volta compensato mensilmente con 20mila euro proprio per gestire a Livorno l'uscita dal porto dei carichi di cocaina. Suo referente in Calabria Domenico Lentini, 50 anni, bloccato stamani a Vibo Valentia e ora in carcere. Del Vivo avrebbe garantito la complicità dei vigilantes e dei portuali arrestati per individuare i container con la cocaina, entrare nel porto di notte per togliere i sigilli e prelevare la droga, quindi trasportarla all'esterno dello scalo labronico per la distribuzione alle cosche interessate. (ANSA)