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  • Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2017, 17:36:48.

giustizia bis

Ci vorranno sei udienze per definire l’inizio del processo “Costa pulita”, che vede 82 persone indagate nella maxi-inchiesta antimafia della Dda di Catanzaro contro il clan Mancuso di Limbadi e le consorterie contigue degli Accorinti-Melluso (Briatico), Il Grande (Parghelia) ed una lunga serie di soggetti ritenuti contigui alle cosche. Davanti al gup Pietro Carè ci sono finiti anche diversi politici o ex amministratori di vari enti del Vibonese, come l’attuale presidente della Provincia Andrea Niglia accusato di corruzione elettorale.

Questa mattina hanno avanzato richiesta di costituzione di parte civile la Provincia di Vibo, la Regione Calabria e i Comuni di Vibo, Briatico e Parghelia. A chiedere di essere riconosciuti tra le parti civili anche le associazioni antiracket di Vibo Valentia e la “Paolo Borsellino”, oltre agli imprenditori Francesco Cascasi, Salvatore Barbagallo e Giuseppe Di Masi.

Su queste istanze il gup si pronuncerà il 13 marzo prossimo. Le altre posizioni verranno poi discusse nel corso delle future udienze (già in calendario: 28, 30 e 31 marzo e 10 aprile). Cinque indagati hanno annunciato che avanzeranno la richiesta di essere giudicati con rito abbreviato. Tra loro anche il boss Cosmo Michele Mancuso. Gli altri ad averne annunciato richiesta sono Sergio Bagnato, Salvatore Muzzopappa, Francesco Grillo, Giancarlo Lo Bianco.

Tre posizioni sono state stralciate per difetto di notifica: Antonio Merenda, Claudia Barbuto e Domenico Simonelli.