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  • Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2017, 08:44:11.

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Troppo vacue, fumose, astratte le ipotesi di rilancio della Gam Oil & Gas. Poco chiare e tecnicamente inconsistenti le proposte di "concordato in continuità", così come la paventata joint venture con un'azienda petrolifera del Qatar. 

Può riassumersi in queste indicazioni il parere espresso dalla Corte Suprema di Cassazione sull’istanza di ricorso presentata dai curatori fallimentari, gli avvocati Maria Rosaria Potenza e Domenico Laritta, dopo che la Corte d'appello di Catanzaro - l'8 luglio 2015 - aveva riabilitato l'azienda metallurgica di Rombiolo e revocato il fallimento che lo stesso Tribunale di Vibo Valentia aveva decretato il 12 febbraio 2015. 

La Cassazione - con questa nuova sentenza (depositata il 27 febbraio 2017) con cui è stata annullata con rinvio ad altra sezione quella precedente emessa dalla Corte d'appello - mette un punto fermo sulla vicenda della “piccola Mirafiori” di Rombiolo, come era stata ribattezzata la Gam Oil & Gas Spa, azienda operante nel settore della progettazione, fabbricazione e montaggio di componenti per impianti chimici, petrolchimici ed industriali, capace di vantare commesse fino agli angoli più remoti del globo, e con ben 126 operai. 

I supremi giudici hanno dunque fissato dei paletti entro i quali dovrà maturare il nuovo giudizio d'appello. Allo stato attuale, dunque, sembrano spegnersi anche le ultime luci di speranza, e di attenzione mediatica, rimaste accese nell’attesa di capire magari - tra tutti i limiti e le incongruenze di un sistema giudiziario incapace di esprimersi in maniera univoca e tempestiva anche quando in gioco ci sono centinaia di posti di lavoro - se la gestione forse troppo allegra della Spa a conduzione familiare aveva sì azzoppato un’azienda dal potenziale enorme, ma che proprio per il suo potenziale e per l’impatto occupazionale sul troppo liso tessuto economico vibonese, avrebbe potuto avere una via d’uscita differente, a salvaguardia, anche parziale, dei livelli occupazionali. 

Ma, ed è questo forse l’unico commento ad una sentenza che va comunque accettata, ad avere priorità è stata la linea dura della legge, del diritto. Che ad essere soddisfatti per primi debbano essere i creditori. In maniera certa e irrefutabile.

a.c.