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  • Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2017, 17:36:48.

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Si può fare di tutto: chattare, navigare, video chiamarsi, telefonare, giocare, fotografare e chissà cosa altro ancora, tutto tranne che accedere ad un servizio fondamentale per ogni cittadino della provincia di Vibo Valentia: prenotare una prestazione medica tramite Cup.

In questo caso, e forse solo in questo, possedere un cellulare, ma non un numero collegato ad un apparecchio fisso, può diventare una gran seccatura, pari a quella delle lunghe file all’ufficio ticket.

Il numero è verde, cioè gratuito, e corrisponde all’800131515, ma, paradosso nell’era di Internet e degli smartphone, non può essere raggiunto da cellulare, pena il doversi arrendere alla voce registrata della signorina della Telecom Italia che, ancor prima dello squillo, comunica: «Siamo spiacenti, la chiamata proviene da un’area non abilitata», e subito dopo, dopo la rabbia e dopo le considerazioni sull’assurdità della cosa e dell’ennesima arretratezza del territorio, scegliere se recarsi agli sportelli di viale Matteotti e Moderata durant, oppure se affidare l’incombenza con tanto di impegnativa rossa a qualche amico o parente “tecnologicamente più dotato”.

Insomma, una “discriminazione” al contrario, di cui nessuno sembra essersi reso conto, considerato che al momento non esiste un numero alternativo a quello verde da chiamare.

Un dettaglio apparentemente insignificante per chi non ha subito il disagio in prima persona, ma che in realtà fa il paio con l'impossibilità, nell’era in cui dal computer si può fare di tutto avendo in mano una carta di credito abilitata o una prepagata, di  prenotare e saldare direttamente il ticket senza muoversi da casa.

Non un’utopia, questa, se si pensa che altrove, in Emilia Romagna, ad esempio, sono riusciti a mettere a punto un sistema eccellente, denominato Fascicolo sanitario elettronico, proprio con l’obiettivo di integrare le diverse competenze professionali e di migliorare tutte le attività assistenziali e di cura, rendendo, nello specifico, «disponibile la storia clinica del paziente a tutti gli operatori coinvolti nel percorso di assitenza; permettendo ad un operatore sanitario di inquadrare un paziente sconosciuto in condizioni di emergenza/urgenza; supportando la continuità delle cure quando intervengono diversi medici, tutti messi al corrente delle iniziative diagnostiche e terapeutiche dei colleghi».

E questo, senza contare l’opportunità per i pazienti di prenotare, disdire, scegliere di consultare un medico che operi in regime di libera professione, visionare una mappa interattiva per trovare gli studi dei medici e dei pediatri di tutta la regione, conoscere0 i tempi di attesa delle prestazioni specialistiche ambulatoriali di primo accesso.

Tutte realtà concrete e in linea con il principio della buona sanità, ovviamente non per noi, non per una terra condannata a morire, in tutti i sensi, chissà per quanto altro tempo ancora.