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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

vibonese esultanza

di MAURIZIO BONANNO

È accaduto anche a Fondi. Dopo un inizio promettente, la Vibonese crolla e cede i trepunti all’avversario. Ci sono due episodi – all’inizio ed alla fine della partita – che appaiono emblematici per fotografare la grave crisi che colpisce la Vibonese, sprofondata in classifica: al 15’ Yabre manda alle stelle un’occasione d’oro, praticamente un rigore in movimento; al 90’ il capitano Saraniti si becca la seconda ammonizione per proteste in appena 6 minuti e costringe la sua squadra a fare a meno di lui nella prossima sfida impossibile contro il Foggia.

Perché anche a Fondi le cronache locali raccontano di una squadra che gioca ed impegna l’avversario, così come accaduto tute le altre volte, ma che perde inesorabilmente: da 5 turni consecutivi, mentre da 6 non mette una palla in rete e la difesa ai primi accenni di affondo avversario entra in panico, va in tilt, commette errori marchiani che costano la partita.

Certo, se l’allenatore dà alla squadra schemi e gioco per arrivare fin sotto porta, non spetta a lui metterla dentro; certo, se in allenamento si prova e si riprova non è certo lui che va nel panico appena l’avversario fa cucù in area di rigore. Ma la testa, la testa di questi giocatori che vestono la maglia rossoblu della Vibonese chi gliela deve smontare e rimontare per farne dei giocatori da Lega Pro?

Perché se Yabre si mangia quel gol è perché vi è arrivato male, scoordinato, deconcentrato ed il tiro sbilenco è solo l’inevitabile conseguenza. Se il Fondi va in gol con Varone che soffia la palla al centro dell’area di rigore all’esperto Sabato (e non c’è fallo su Sabato, inutile protestare: ha sbagliato Sabato che ha agito con sufficienza), questo fa il paio con l’assist che l’esperto Favasuli aveva offerto nella gara precedente per il gol di Cochis e conferma i gol ingenui quasi sempre presi dentro la propria area per colpa di una difesa molle, confusionaria, insicura. Ed infine, se Saraniti – che è il capitano – ripeto: il capitano – e pure il bomber della squadra, sebbene siano appena 5 i gol segnati, facendo dell’attacco vibonese il peggiore in assoluto tra i professionisti in Italia – si fa espellere al 90’ per proteste penalizzando gravemente i suoi compagni; beh…

Il problema sta nella testa dei giocatori. Sta nella mancanza di fiducia, nel senso di impotenza, nella mancanza di personalità, di grinta, di carica agonistica. Insomma, più che sedute di allenamento sul campo, servono sedute sul lettino dello psicanalista! Ora arriva opportunamente, la pausa ed il mercato di gennaio, fondamentale per interventi seri e profondi: la Vibonese non può rassegnarsi a perdere un sogno conquistato dopo una vita passata nelle serie inferiori.

Servono giocatori di qualità, servono uomini… che abbiano testa, oltre che gambe, carattere, grinta, personalità, oltre che tecnica ed esperienza. Il 2016 ha regalato un sogno alla Vibonese ed a tutti i vibonesi che amano lo sport. Il 2017 lo consolidi, lo rafforzi… perché non si trasformi in un’illusione che lasci solo amarezza! Sostenere e rafforzare la Vibonese, perché il sogno continui.