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  • Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2017, 19:19:36.

sissy agente polizia penitenziaria evento cusÈ passato poco più di un mese ma per la verità non esiste un tempo, né una scadenza. E Sissy è nei cuori di quanti l’hanno conosciuta, di quanti con lei hanno condiviso momenti al lavoro, di amicizia e di affetto. Il suo sorriso, la sua forza. E nel nome di Sissy lo sport ha deciso di mobilitarsi, organizzando una manifestazione che si terrà domenica al PalaCUS dell’Unical, con inizio alle ore 15.30, e che è stata promossa grazie all’impegno del Cus Cosenza calcio a 5 femminile, organizzatore e padrone di casa, e grazie alla partecipazione di calciatrici non impegnate nei rispettivi campionati e alla sensibilità del presidente regionale CSAIn, Amedeo Di Tillo.

Lo sport che si unisce, nel nome di Maria Teresa Trovato Mazza, “Sissy” per gli amici, la giovane 28enne di Taurianova, in provincia di Regio Calabria, appassionata di sport e agente della polizia penitenziaria. Una giovane vita spezzata la sua, sospesa. Perché l’1 novembre è stata ferita da un colpo di arma da fuoco dentro l’ascensore dell’ospedale SS. Giovanni e Paolo, a Venezia, dove si era recata a controllare una detenuta partoriente. Un episodio ad oggi, rimasto avvolto nella nebbia. Con troppi dubbi, troppe domande che aleggiano. Perché in un primo momento pare si sia pensato subito ad un caso di suicidio. Un caso – è ancora aperta un’indagine - sul quale, però, c’è chi chiede verità. E così fanno i familiari della giovane, gli amici e il mondo dello sport, quello tanto caro a Sissy.

La giovane, infatti, a quel mondo si è dedicata con amore e passione: come calciatrice è stata portiere della leggendaria Pro Reggina 97 di Enzo Tramontana, fregiandosi dello scudetto di calcio a 5 e della Supercoppa nella stagione 2011/12; mentre in questa stagione militava nella Trilacum Rambla di Curtarolo (PD) nel girone A della Serie A Figc di calcio a 5 che, all’indomani del drammatico episodio, ha rinviato la gara di campionato per testimoniare la vicinanza al proprio portiere. Una giornata che ha lasciato il segno quella dell’1 novembre. 

Perché Sissy è anche una poliziotta penitenziaria a Venezia, una ragazza nota per il carattere allegro, per il sorriso e per le doti umane che le hanno fatto conquistare l’affetto e la simpatia di quanti la conoscono. Quanti non intendono arrendersi a quanto è stato riferito, e che per questo chiedono verità.

«Se veramente Sissy era depressa – spiegano gli amici - come qualcuno ha sostenuto, perché è stata lasciata in possesso della sua pistola d’ordinanza e non è stata spostata in altro servizio amministrativo, come prevede il regolamento della Polizia Penitenziaria come di altri corpi?». Vogliono verità, quindi, e nel chiederla ricordano che alcuni particolari non sembrerebbero collimare con quanto accaduto, così come si interrogano sulle modalità usate per compiere l’estremo gesto che non sarebbero apparse plausibili, in considerazione sia della mano usata che del punto in cui si sarebbe sparata. Sissy è in coma, se pur in condizioni stabili da oltre un mese, e con la manifestazione di domenica si intende mantenere alta l’attenzione sulla vicenda. Per chiedere verità, nulla di più.