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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

acqua generica carenza idrica

Quasi un’intera frazione a secco per via di un guasto. L’approvvigionamento idrico a Vena Superiore, frazione di Vibo Valentia, sta diventando problematico praticamente durante tutto il corso dell’anno. Se in estate i problemi sono dovuti alla scarsità di acqua, in inverno, o quanto meno in questo scorcio di gelido inverno, a creare disagi ad oltre 100 famiglie, in particolare quelle residenti in contrada Vaccaro, è un guasto ad un pozzo di proprietà della Sorical.

I cittadini sono semplicemente disperati. E ciò che aumenta la loro frustrazione è la risposta che avrebbero ricevuto dall’amministrazione comunale, che rimandava la patata bollente alla Sorical sulla “paternità” del guasto e sul relativo onere per la riparazione. Sta di fatto che dal giorno dell’Epifania in quella zona non c’è acqua. Il guasto avrebbe origine addirittura un paio di giorni prima, e di questo dovrebbero avere contezza anche gli uffici tecnici del Comune di Vibo Valentia, ai quali sarebbe arrivato un fax con cui si comunicava il guasto.

Sta di fatto che ancora nessun operaio si è visto, nessuno che ponga un freno ad un disagio intollerabile. L’appello dei cittadini è al buon cuore - oltre che al dovere - degli amministratori: «Non possiamo più attendere, non possiamo più permettere che tre quarti di Vena Superiore, e contrada Vaccaro in particolare, rimanga senza acqua corrente, neanche fossimo nel terzo mondo. È disumano tutto questo, è frustrante. Già c’è il freddo con cui combattere, se ci aggiungiamo la carenza di acqua il quadro è completo».

Per un paio di giorni, e dunque fino all’Epifania, il problema non era percepito perché in circolo, all’interno delle case, vi erano i rifornimenti delle cisterne private. Finiti quelli, i rubinetti sono rimasti a secco. E qui si ripropone ancora l’ennesimo problema, che sembrava risolto in estate: l’attivazione di un pozzo comunale che garantirebbe l’approvvigionamento di tutta la frazione. In estate il nodo era rappresentato dalla mancanza di un contratto con l’Enel, nodo che, aveva garantito all’epoca il funzionario Claudio Decembrini, sarebbe stato risolto in breve tempo. Ora, se quel pozzo fosse funzionante, probabilmente il problema che si è presentato in questi giorni sarebbe di più facile risoluzione. Ma ancora una volta bisogna fare i conti con ogni tipo di ristrettezza. A volte anche con la ristrettezza delle capacità. Se la politica c’è, che batta un colpo adesso. E non vada a Vena Superiore soltanto quando c’è da chiedere un voto.

gm