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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

di FORTUNATO PETROLO*

Vibo Valentia è la provincia italiana con il tasso di occupazione più basso, registrando il 35,8% nella fascia che comprende le persone tra i 15 e i 64 anni. É quanto emerge da un report realizzato della Fondazione studi dei consulenti del lavoro che hanno elaborato dati Istat sul 2015. Questo dato, unito a quello del sole 24 ore che colloca all‘ultimo posto la provincia di Vibo Valentia per la qualità della vita, ci dice che non è più tempo delle lamentele e dello scarica barile.

petrolo fortunato filcams cgilLa politica da sempre è indicata come la causa principale del mancato sviluppo di questo territorio.  Ma è solo questo che impedisce lo sviluppo di questo territorio? Se cosi fosse basterebbe cambiare la classe politica. Io credo che non sia solo colpa della politica ma dell’intero blocco sociale e imprenditoriale di questo territorio che non riesce a capitalizzare e produrre sostanziali azioni mirate all’utilizzo delle grandi potenzialità che il nostro territorio ha nel suo complesso e che potrebbero essere il motore di una sana aggregazione di politiche imprenditoriali finalizzate allo sviluppo dell’intero territorio e del suo blocco sociale.

Continuare a dire che la nostra provincia ha un notevole ritardo infrastrutturale, trasporti insufficienti, mercato del lavoro non consono alla realtà, lavoro nero e sottopagato, oltre a queste negatività, c’è poca attenzione alle nostre esigenze territoriali, cause queste, credo, che dobbiamo e abbiamo il dovere di mettere in chiaro.

Tuttavia, ritengo che tutti noi abbiamo il dovere di far crescere una diversa cultura sociale, una buona educazione civica, riaffermando in piena coscienza un diritto inalienabile come il lavoro e una nuova e sostenibile qualità della vita, la piena libertà del diritto e dell’etica, in questo quadro d’insieme, ci deve essere la consapevole azione di affermare la cultura della legalità, che non è solo quella della lotta alla criminalità, che rimane un punto fermo, la cultura della legalità passa anche attraverso l’affermazione del diritto e della libertà individuale, che ci deve vedere tutti protagonisti delle nostre scelte, non è più tempo della delega ad altri che si costruisce sviluppo, ma attraverso la partecipazione diretta e un serrato confronto con la politica, con la classe imprenditoriale territoriale, contrattare, distinguendo i ruoli tra le forze in campo e un nuovo ruolo del sindacato che deve essere lontano dalle singole strategie dei partiti.

Siamo sempre pronti ad analizzare e fare sintesi sulle notizie negative per analizzare le cause e indicare eventuali responsabilità, ma mai ci si confronta sulle possibili iniziative e sulle cause che ci rendono impotenti a produrre una nostra vera iniziativa per uscire da queste situazioni negative. Non dobbiamo solo commentare, ma dobbiamo avere anche la capacità di sapere cogliere i dati postivi di una provincia che ha tante potenzialità da utilizzare e mettere al servizio dei suoi cittadini, la realtà, però è quella che in questa provincia ogni posto di lavoro perso è un dramma per intere famiglie. Per noi diventa prioritario difendere i posti di lavoro esistenti, poiché non si riescono a crearne dei nuovi. Assume una rilevanza sociale, la difesa dei posti di lavoro nei servizi pubblici soggetti a gara di appalto.

In particolare mi riferisco alle gare di appalto nei servizi pubblici, Ministeri, Comuni, ASP, e tutti gli enti pubblici, dove molto spesso nella programmazione della gara di appalto non si tiene conto delle clausole sociali, clausole, peraltro già inseriti e previsti nei contratti di lavoro di riferimento e dal nuovo codice degli appalti legge 50/2016 articolo 3. Sarebbe cosa giusta e degna di attenzione che la politica, i funzionari preposti alla predisposizione delle gare e la stazione unica appaltante diano maggiore attenzione al rispetto delle tabelle ministeriali sul costo del lavoro e non solo all’offerta più vantaggiosa, con il massimo ribasso, poiché tutto questo crea una forte diminuzione dei servizi e della forza lavoro.

Come spesso succede nei cambi di appalto, dove la ditta cessante ha un numero di lavoratori e la ditta subentrante, in virtù dell’offerta più bassa lascia fuori dal ciclo produttivo i lavoratori come succede al Comune di Vibo Valentia. A tal proposito, crediamo che vi debba essere una giusta attenzione da parte degli organi preposti, affinché quello che si sta verificando anche al Tribunale di Vibo Valentia sia messo nella giusta attenzione, poiché a causa dei ritardi nella predisposizione della gara di appalto relativa ai i servizi di pulizia e sanificazione con scadenza 31 dicembre 2016, i lavoratori impegnati in detti servizi, sono stati sospesi dalla ditta cessante dal primo di gennaio 2017, con grave ripercussione sui lavoratori che sono senza lavoro e anche sui servizi di pulizia e sanificazione che non vengono svolte.

Ricordiamo che in occasione di proclamazioni di sciopero la commissione di garanzia sul diritto di sciopero, ci ha sempre segnalato che questi servizi sono essenziali e vanno inclusi nei servizi minimi garantiti. Su questo specifico problema abbiamo scritto al Presidente del Tribunale e al Prefetto di Vibo Valentia chiedendo un incontro urgente al fine di trovare una soluzione al problema dei dieci lavoratori impegnati nei servizi di pulizia e sanificazione dei tribunali di Vibo Valentia.

*Filcams Cgil Vibo Valentia