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  • Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2017, 21:50:46.

 slaicobas ased

Ci sono la rabbia e l’amarezza, oramai. Sentimenti che sembrano avere preso il sopravvento, ma non su tutto. E per questo un passo indietro Enrico Rottura intende farlo. Ha ripreso carta e penna di nuovo, infatti, il lavoratore del servizio della nettezza urbana e anche responsabile di categoria dell’Ugl. Perché la situazione sembra essere sfuggita di mano. Ma se quel collega aveva fatto un segno, quel gesto sembra essere stato frainteso dallo stesso Rottura che, proprio ieri, con amarezza si domandava perché «avesse fatto il segno della vittoria, sapendo che dieci colleghi e padri di famiglia erano rimasti senza lavoro».

Oggi, però, è arrivato un chiarimento «e mi sento di chiedere scusa, perché ho saputo che il collega stava spiegando che quello è il secondo contratto che la Dusty gli fa firmare e non ne era affatto contento».

Insomma, intende chiudere la questione Rottura pur con la consapevolezza che l’azienda è riuscita a creare confusione e dividere gli operai, «una guerra tra poveri, e per questo ho sentito il dovere di intervenire di nuovo. Perché io non voglio essere parte di questo gioco al massacro».

Non ci sta, quindi, il segretario dell’Ugl a essere parte di questa «strumentalizzazione». Resta che in dieci non hanno un lavoro, che al momento l’azienda ha fatto firmare il contratto solo a 60 persone che non hanno accettato di rinunciare alle ore di lavoro acquisite in questo anno. Una consapevolezza amara, che fa male. Ma, prosegue, «si tratta di una vicenda complessa, che dal 2014 ci ha visti soccombere, tutti i diritti e i sacrifici di una vita ci sono stati tolti e per questo oggi si respira questa tensione».  Si guarda avanti, quindi. Certo la speranza è che si riesca a trovare una soluzione, che torni un po’ di serenità per tutti i lavoratori del comparto. Anche quella solidarietà che dal 2014 si è spezzata. Una ferita ancora aperta, e che oggi ha portato a questo stato di cose. Padri di famiglia che si sono trovati a lottare per la sopravvivenza, senza un lavoro da un giorno all'altro, dopo una vita di sacrifici.