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  • Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2017, 22:31:17.

 Oliverio e Scura

Quanto accaduto a Vibo, dove ieri è deceduta una giovane donna all’ospedale Jazzolino, fa riflettere. Così per Igor Colombo, coordinatore regionale di “Azione identitaria Calabria” che sottolinea come «per l’ennesima volta, ci tocca apprendere notizie drammatiche di casi di malasanità come la morte della giovane donna di Ricadi, avvenuta all’ospedale di Vibo Valentia, dopo aver partorito senza complicazioni, inizialmente, ma, purtroppo sopraggiunte poche ore dopo e che sono risultate fatali». Certo, ancora, si tratta di una situazione da chiarire e, in tal senso, l’Asp ha avviato un’indagine interna e ha disposto l’autopsia, ma quello che resta è lo sgomento di quanti riflettono sul fatto che proprio «in questi giorni stiamo seguendo la stucchevole querelle tra il governatore Mario Oliverio ed il commissario ad acta alla sanità dott. Massimo Scura» e questo, incalza Colombo, «mentre nella nostra regione si continua ancora a morire negli ospedali e partorire è diventato anche un rischio. Come primo sentimento – chiosa ancora – c’è la rabbia, perché nel 2017 non si può morire così e mi auguro che venga fatta piena luce su questa tragica vicenda e che le responsabilità siano accertate, ma oltre al danno – aggiunge - si potrebbe aggiungere anche la beffa in questi drammatici casi di malasanità che risultano fatali, questo perché per volontà del Ministero della salute l’onere della prova in caso di danno medico con relativo decesso del paziente è a carico del cittadino ed il medico potrà essere perseguito solo per dolo o colpa grave, due aspetti che il più delle volte hanno sempre trovato difficoltà ad essere dimostrati».

Dei paradossi, insomma, per il coordinatore di Azione identitaria Calabria. E questo anche mentre «in queste ore il governatore Oliverio batte i pugni sul tavolo perché vuole essere nominato commissario al settore, lo stesso, c’è da sottolineare, che non ha mai proferito parola sui continui tagli alla sanità imposti alla regione da un Piano di rientro che è praticamente fallito in quanto è risultato inadeguato non apportando alcun miglioramento per il servizio sanitario regionale».

In tal senso, Colombo esprime l’auspicio che «questa tragedia non venga strumentalizzata da nessuno, la magistratura – sottolinea - deve agire e fare il proprio corso nel più breve tempo possibile accertando eventuali ipotesi di reato, mentre la classe politica regionale dovrebbe con buon senso mettere alle strette il governo nazionale ed il ministro Lorenzin. Il settore, come sostengo da anni, deve essere nazionalizzato per avere finalmente un’organizzazione sanitaria efficiente senza dover purtroppo leggere ulteriori e simili notizie». Quindi, Colombo fa sapere che Azione Identitaria si mobiliterà «già nelle prossime settimane nelle piazze calabresi e tra la gente perché – conclude - non vogliamo che questo settore cosi importante e strategico subisca tagli indiscriminati che si ripercuotono sempre sulla qualità del servizio per poi concludersi con marchiane negligenze che causano morte e sofferenza nei cittadini».