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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

I dati circa la percentuale di raccolta differenziata, raggiunti nel Comune di Vibo Valentia, non sarebbero affatto veritieri. A sostenerlo, certo delle sue affermazioni, è Nazzareno Piperno, coordinatore provinciale dello Slai Cobas, il quale interviene proprio contestando i dati forniti da palazzo Luigi Razza.

piperno scuticchio«Per sgombrare il campo - sostiene infatti Piperno - dalle fandonie e dai facili entusiasmi che i numeri sbandierati dal Comune di Vibo Valentia ed, in particolare dall'assessore Scuticchio potrebbero portare con sé inducendo qualche cittadino onesto buono a dar loro effettivo credito». In buona sostanza, quel 20% di raccolta differenziata raggiunta nel territorio comunale del capoluogo, per il sindacalista di base non sarebbe una cifra percentuale aderente alla realtà.

«L'assessore - continua il dirigente dello Slai-Cobas - quasi appuntadosi la relativa stella sul petto, propaga ai quattro venti percentuali di raccolta differenziata (20%) che, solo grattando un po' la superficie, si rivelano assolutamente erronee. Per non dire inconsistenti. Senza scendere sul piano tecnico e normativo, crediamo che l'assessore sia a conoscenza come, per espressa disposizione contenuta nel Decreto della Giunta Regionale n. 226/2017 di recente emanazione – con il quale si sono stabiliti i criteri per l'esatto calcolo della percentuali di raccolta differenziata da parte dei Comuni calabresi – che i rifiuti ingombranti e le sabbie stradali, ove non certificati dall'impianto di destinazione come effettivamente avviate a recupero non possono essere contabilizzate per intero nella percentuale finale di raccolta differenziata. Orbene, atteso che dai dati comunali (periodo gennaio-maggio 2017) emerge chiaramente per tali tipologie di rifiuti una consistente percentuale attestatasi mediamente intorno al 6/7 % calcolata per intero nel famoso 20% sbandierato, chiediamo espressamente all'assessore di far conoscere alla cittadinanza in maniera ufficiale in che misura gli indicati rifiuti vanno a comporre la percentuale finale e, soprattutto se per l'intera quantità di tali rifiuti l'impianto di destinazione abbia realmente fornito la certificazione richiesta dalla legge». La provocazione di Piperno si spinge anche oltre: «siamo pronti ad essere smentiti con dati e numeri ufficiali che, però, crediamo non verranno fuori». «D'altro canto - prosegue Piperno - basta vedere i risultati dei conferimenti in discarica risultanti sempre dai dati comunali, per vedere come ancora oggi si continuino a conferire circa 45 tonnellate al giorno, per come mediamente sempre avvenuto negli ultimi 10 anni. Ecco che quindi il 20% di differenziata sbandierato viene ridotto ad una percentuale di molto inferiore che realisticamente non supera il 10/12%. Il resto sono chiacchiere e attendiamo, si ripete, di essere smentiti».

Ma non è solo raccolta differenziata. All’attenzione dello Slai Cobas vi è anche il decespugliamento: «Il cronoprogramma del decespugliamento su cui l'assessore all'Ambiente tanto si è speso a che punto è? Siamo quasi a luglio e basta farsi una passeggiata per le vie della città, magari del centro storico, per rendersi conto come l'unica speranza di non vedere più le erbacce e che le stesse secchino da sole. La verità è che il servizio è inadeguato nel suo complesso e che la Dusty, nonostante le pose dei suoi dirigenti e lo spiegamento di mezzi portati a Vibo – che rappresenta evidentamente solo una facciata dietro cui nascondere inefficienze e lacune organizzative - non appare all'altezza del compito che si è assunta e che gli è stato affidato.  Colpa anche di un organico ridotto all'osso – anche a causa del tenace ostruzionismo che l'azienda ha messo in opera contro le assunzioni che pur le toccava fare – che non consentono lo svolgimento di un servizio ottimale e di cui l'azienda stessa, checchè ne dica a parole, è consapevole se è vero come è vero che tutti i  lavoratori, quelli a tempo pieno e quelli assunti a part-time, lavorano spesso con turni di 12 ore, con straordinari massacranti quindi e per di più non pagati e che i (pochi) nuovi assunti a tempo determinato vengono sfruttati oltre i limiti dell'umana decenza nella rassegnazione dei lavoratori».

In conclusione, per il rappresentante dello Slai Cobas, Nazzareno Piperno, «l'azienda pesca nel torbido, anzi nel bisogno dei lavoratori, per il proprio tornaconto: sfrutta i  lavoratori  assunti a 4 ore che sperano in un aumento delle ore e quindi della retribuzione, sfrutta  quelli assunti a tempo determinato che sperano di vedersi prolungato il contratto e specula sulle aspettative di chi, avendone diritto, spera sempre di essere chiamato a lavorare.  E se questo è il quadro, il Comune, anzi il sindaco Costa dov'è? Noi avevamo ben accolto la sua elezione per l'immagine di uomo e di politico deciso e risoluto che portava con se, ma oggi dobbiamo dire: l'uomo di ferro che conoscevamo e che ci aspettavamo di trovare forse non c'è più».