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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

Dalla manifestazione nella Capitale, indetta dalla Cgil, fino al teatro Brancaccio per partecipare all’assemblea convocata da Anna Falcone e Tomaso Montanari: per Sinistra Italiana della provincia vibonese, l’utimo fine settimana è stato pieno di appuntamenti politici nel tentativo di comprendere e di dare il proprio contributo alla ricostruzione di un nuovo orizzonte politico. Ed è stato proprio all’assemblea del teatro Brancaccio, che per i rappresentanti di SI di Pizzo e Vibo,  «si è provato a dar vita al progetto di un’Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza». Marasco gernando verticale

«Crediamo in questo progetto – afferma il coordinatore provinciale di SI, Gernando Marasco - che si propone come modello una coalizione civica nazionale tra cittadini, associazioni e partiti (oltre a noi, erano presenti Rifondazione, PCI, Possibile, MdP-Art 1); le esperienze locali in alcune città sono incoraggianti e Catanzaro è una di queste. Crediamo in una sinistra di governo, da considerare però non come un fine, bensì come un mezzo e un modo per dare risposte a chi nel nostro Paese è in sofferenza». Dal Brancaccio, per passare poi all’iniziativa promossa dal coordinamento provinciale di Art 1–MdP di Vibo Valentia all’hotel 501, che ha visto anche la presenza della Cgil.

«Ci siamo trovati in sintonia con il segretario Cgil Denardo e sensibili al suo grido d’allarme supportato da cifre spaventose (10 mila posti di lavoro persi nella nostra provincia negli ultimi dieci anni). Abbiamo apprezzato le dichiarazioni di Lo Schiavo e altri dirigenti riguardo al mettere al centro dell’agenda politica il lavoro, la scuola, la sanità, l’ambiente e al non essere più subalterni al PD, che in Calabria ha problemi di scollamento con la società e con il suo governo regionale ha deluso molte speranze riposte in esso. Comprendiamo anche quanto sia importante -come dice l’onorevole Speranza - allargare l’orizzonte del centro-sinistra e tenere insieme energie ed esperienze che non credono nelle politiche attuate dal PD in questi anni (peraltro gli unici anni in cui questo giovane partito ha governato) e condividiamo il fatto che essere di sinistra voglia dire “guardare il mondo con gli occhi dei più deboli”. Ci chiediamo, però, - osserva ancora Marasco - come questi propositi e proposte siano compatibili con le spinte centrifughe e centripete di chi, come Giuliano Pisapia, parla di primarie di coalizione con Renzi, si propone come federatore del processo unitario, ma non trova “le condizioni” per partecipare all’assemblea di domenica scorsa, un luogo di confronto e discussione, animato da sincera voglia di partecipazione civica che non merita di essere ignorata. Sarà importante presentare queste istanze - conclude - questo fermento, all’adunata “Insieme” dell’1 luglio a Roma, organizzata da Campo Progressista, per dare una scossa a chi è ancora titubante a invertire la rotta rispetto alle politiche del PD. L’unità è troppo importante, non possiamo permetterci di andare alle elezioni senza un’alternativa coesa, chiara e credibile al renzismo e al grillismo».