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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

 bottiglia incendiaria generica

«Le condizioni di sottosviluppo della nostra provincia rappresentano il nodo cruciale da sciogliere per avviare un’azione incisiva di contrasto alla criminalità». Va subito al dunque Confindustria che, all’indomani dell’intimidazione al cantiere dove si stanno eseguendo i lavori di ristrutturazione della sede dell’associazione degli industriali, analizza quella che è diventata una condizione non più accettabile del Vibonese.

«Ciò che sta accadendo in queste ore – sottolineano - è solo la conferma di quanto già successo nei mesi scorsi a tante piccole e grandi attività economiche che sono state oggetto delle attenzioni di una criminalità che, figlia della subcultura malavitosa, attecchisce e prolifera nel disagio sociale ed economico che ha toccato livelli mai raggiunti prima d’ora nel nostro contesto».

Nelle scorse settimane, proseguono, «avevamo già evidenziato – con l’intervento del collega Gaetano Macrì di Ance – il tema della mobilità territoriale e di un territorio in bilico tra degrado e isolamento. Questi atti sono strettamente collegati a questo vitale tema della carenza di ripresa economica del territorio».

«Un coordinamento tra Enti ed Istituzioni – afferma il presidente Rocco Colacchio – si rende ormai quanto mai urgente per definire piani di investimenti e di messa in campo di ogni risorsa utile a far risollevare i redditi dei cittadini ed il lavoro delle imprese. Il perdurare dell’asfissia economica che ha generato negli ultimi anni il fallimento e la chiusura di decine di attività economiche non può essere ancora tollerato. Dobbiamo effettuare – incalza - uno sforzo comune e sinergico per dare vita ad una nuova stagione di investimenti pubblici per ridare fiducia a quelli privati».

E ancora: «Dobbiamo sovvertire il clima di sfiducia e di rassegnazione che attanaglia ogni imprenditore, professionista o organizzazione sociale, e che mina la credibilità di Enti ed Istituzioni.

Siamo, probabilmente, nella fase più delicata mai vissuta da questa nostra comunità che accusa, colpo su colpo, il peso enorme della lontananza e della emarginazione dai processi di sviluppo che, seppure ancora timidamente, si sono già innescati in altri territori. Investimenti e vitalità del territorio – prosegue Colacchio – passano attraverso un’azione politica ed amministrativa concreta ed efficace. Non si può attendere e non si possono accettare oltre, annunci e proclami non seguiti da atti concreti. La spesa di fondi comunitari, gli investimenti, i piani di sviluppo rimangono spesso argomenti da convegnistica, enunciati e mai concretizzati che stentano a dare anche i minimi frutti. Alle risorse generate dal turismo – settore peraltro sempre più in declino – occorre  affiancare un massiccio piano strategico di riavvio della spesa in infrastrutture materiali ed immateriali, per colmare divari enormi e ridare spazio alle iniziative private, rimuovendo vincoli e pastoie che stanno ulteriormente indebolendo il tessuto economico superstite. Se vogliamo – conclude - porre un freno alla criminalità, occorre definitivamente scrollarsi da dosso apatia e indolenza per cogliere ogni possibilità, anche minima e remota, tesa a dare inizio ad una nuova fase di coesione sociale e politica capace di attuare azioni condivise di rigenerazione economica».