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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

Flussi migratori, accoglienza e tutela del territorio: sono queste le questioni che preoccupano il neo-coordinatore vibonese del Movimento Nazionale, Fausto De Angelis. «Se da una parte l’esigenza di accogliere i flussi migratori provenienti dalle coste libiche è una scelta da accettare, dall’altra la necessità di tutelare il territorio non può continuare ad essere sottaciuta».

de angelis fausto bellaDa qui, l’appello alle autorità centrali affinché predispongano un piano mirato ed efficace di gestione per una sana convivenza e integrazione degli immigrati presenti nel territorio vibonese. Nel mirino l’applicazione prolungata del piano di emergenza: «Se una nave su tre in arrivo sulle nostre coste viene dirottata nella provincia di Vibo Valentia, non può più parlarsi di straordinarietà di intervento - afferma De Angelis -. A fronte della registrazione di un numero ingente di immigrati, persistere nel ritenere l’ondata migratoria una “emergenza” si traduce in un grave danno per il territorio che ordinariamente deve far fronte a gravi carenze. Occorre, pertanto, sostituire il piano di emergenza con interventi ordinari e non emergenziali su un territorio, quello della provincia di Vibo Valentia, che soffre per cause organizzative. La provincia deve, quindi, essere adeguatamente attrezzata allo scopo di accogliere i numerosi sbarchi. Lo Stato - continua De Angelis - ha il dovere di dotare il territorio di servizi e personale adeguati, potenziando in primis i presidi di sanità e sicurezza, salvaguardando lo stato degli addetti all'accoglienza che svolgono turni estenuanti e continui senza il minimo delle garanzie e tutele. Ospedali e centri di sicurezza devono, inoltre, essere attrezzati nel rispetto della salvaguardia territoriale, tenendo conto che la provincia contiene oltre alla popolazione residente, anche un numero non indifferente di turisti bisognosi di sicurezza e cure mediche nella stagione estiva».

Se la scelta di ospitare gli immigrati «è considerata dal Governo come scelta consapevole, la stessa - conclude - non può e non deve ricadere sulla popolazione residente, ma neanche sui turisti, quale fonte di ricchezza del territorio, ed ancora sugli stessi immigrati che, una volta accolti, non possono essere lasciati in balìa del loro destino». Insomma, secondo il neo-coordinatore «lo Stato decide in merito all’accoglienza ed i territori ne pagano le spese, rendendo i cittadini vittime di gravi disagi e disservizi».