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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

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Tra le migliaia di manifestanti che ieri hanno invaso Roma, per la grande manifestazione nazionale indetta dalla Cgil, non è mancata anche la delegazione di Vibo Valentia, composta da lavoratori, iscritti e dirigenti del territorio. Insieme alla componente calabrese, che ha avuto l’onore di trovarsi alla testa del corteo, la Cgil di Vibo Valentia ha sfilato, per le strade della Capitale, lungo il percorso della manifestazione al ritmo dei “giganti”, venuti a Roma per l’occasione.

Tanto colore e ritmo, per una manifestazione che comunque ha avuto un carattere soprattutto politico, oltre che rivendicativo:  no ai nuovi voucher introdotti con la “manovrina” dal governo e la difesa della democrazia.  Queste le due principali ragioni che ieri hanno spinto il sindacato a ritornare in piazza, contro quello "schiaffo alla democrazia" ad opera del governo e della politica. cgil roma2

«Con i voucher si reintroduce l'ennesima forma di precarietà. Ed ancora una volta non si prevedono diritti per chi lavora. Ci siamo battuti con forza per abrograrli, attraverso una lunga ed impegnativa campagna di raccolta firme per i referendum, ed ora li reintroducono»: è questo il pensiero di Luigi Denardo, segretario generale della Cgil di Vibo e di Battista Platì, responsabile provinciale all’organizzazione.

Giudizio, questo, ripreso poi, dal segretario nazionale del sindacato, Susanna Camusso, nell’intervento conclusivo in piazza San Giovanni. «Chiediamo rispetto per il lavoro e la Costituzione. La nostra  confederazione ha raccolto milioni di firme per chiederne l’abolizione, ma, con uno schiaffo alla democrazia, il referendum abrogativo indetto non si è mai tenuto: una legge ha impedito agli italiani di esprimersi e ha fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta. Quando si violano le regole democratiche del Paese ci preoccupiamo – ha dichiarato dal palco la Camusso – perché certi precedenti sono pericolosi. La politica non ha avuto il coraggio di fare una battaglia a viso aperto, ha usato furbizie. Ma nostra battaglia non finisce qui - ha annunciato -. Ricorreremo alla Corte, abbiamo già raccolto più di 150mila firme. Con tutto il rispetto, faremo presente al Presidente Mattarella che siamo di fronte a un’esplicita violazione della Costituzione».

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