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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

 ViboMarina Portoturistico

Un nuovo comune. Questo quello che chiedono alcune associazioni che puntano a valorizzare i centri della zona Marina di Vibo. E proprio da Vibo vorrebbero “distaccarsi” Vibo Marina, Bivona, Porto Salvo, Longobardi San Pietro e Triparni per dare vita a «Vibona». L’obiettivo, quindi, di Giuseppe Ceravolo, presidente dell’associazione “Corrado Alvaro”, insieme a Domenico Schipilliti, presidente dell’associazione “Marea” - promotore e artefice di tale proposta – e di Salvatore Calio del sodalizio “Mamma Clara” è quello di «costituire una Rete di associazioni che hanno finalità ovviamente non lucrative, per riuscire ad elaborare e promuovere la riqualificazione e la valorizzazione dei nostri territori da troppo tempo lasciati senza una vera e seria programmazione turistica». Turismo, accoglienza, quindi, i leitmotiv della proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione del nuovo comune, di cui vogliono farsi promotori.

«Un territorio – spiega Ceravolo - come viene ad essere dagli storici definito, Vibona, che comprende “Vibo Marina, Bivona, Porto Salvo, Longobardi, San Pietro e Triparni” che, a nostro modo di vedere, non può continuare a rimanere avvolto da questa apatia». Apatia e poca considerazione, secondo il presidente del sodalizio, che non si rassegna a vedere queste zone abbandonate, senza alcuna programmazione.

Da qui, l’intenzione di partire con una campagna di informazione dell’opinione pubblica per «coinvolgere i cittadini  così che si possa realizzare concretamente questa proposta di legge di iniziativa popolare per istituire un nuovo comune derivante dal distacco di Vibona (Vibo Marina, Bivona, Porto Salvo, Longobardi San Pietro e Triparni) dal Comune di Vibo Valentia». Ma non è tutto. E, infatti, le associazioni sembrano molto ambiziose e il piano sarebbe di proporre, in una fase successiva, la «fusione dei territori di Pizzo, Vibona e Briatico» per avviare un percorso di rinascita sia culturale che economica. Questioni sulle quali le associazioni guidate da Ceravolo, Schipilliti e Calio si sono confrontate nei giorni scorsi nella convinzione che questa sia la strada per ridare linfa al territorio. Il traguardo, quindi, è creare la “Rete del Mare” affinché si riesca ad «elaborare e promuovere la proposta. Noi – conclude Ceravolo - crediamo fermamente in questa  iniziativa e la sosterremo con tutte le nostre forze, anche attraverso postazioni mobili e cadenzate nel tempo per parlare ai cittadini e coinvolgere sempre più gente».

Un'idea, forse ambiziosa, soprattutto in un periodo in cui i Comuni tendono a fare fusioni più che divisioni. Ma che le associazioni sottoporranno alla cittadinanza. In ogni caso, le associaizoni sanno che è un percorso lungo - e l'iter burocratico è complesso - e per questo il primo passo che intendono compiere è quello di avviare il confronto con i cittadini.