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  • Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2017, 22:55:07.

spiaggia sporca vibo marina

La notizia dell’imminente pulizia delle spiagge annunciata dall’amministrazione comunale di Vibo Valentia trova il plauso della locale federazione del Wwf, la quale, attraverso il suo presidente Angelo Calzone, fa sapere che iniziative come queste «dovrebbero finalmente imprimere una svolta nella politica dei rifiuti urbani attraverso un sostanziale incremento della raccolta differenziata, dopo anni di ripetuti fallimenti nella gestione del settore».

Gli ambientalisti, però, auspicano in tal senso la piena e convinta collaborazione dei cittadini, quale premessa indispensabile per avere una città più pulita, a cominciare dalle sue popolose periferie. «Riconosciuta dunque – e non potrebbe essere diversamente – la bontà degli intenti dell’assessorato al ramo, vale a dire l’avvio di lavori per la rimozione delle enormi quantità di rifiuti di ogni genere depositati dalle mareggiate o abbandonati da cittadini poco educati (giusto per usare un eufemismo), il Wwf intende però porre l’attenzione sulle modalità e  sugli strumenti che l’ente comunale intende adoperare per la pulizia degli arenili vibonesi, come ad esempio i mezzi cingolati che dovrebbero procedere addirittura al “livellamento” della spiaggia».  paolillo pino

In tale senso, è proprio il naturalista Pino Paolillo che ricorda a proposito che proprio le spiagge sono l’habitat prescelto per la deposizione delle uova e l’allevamento dei pulcini da parte di un piccolo uccello, il Fratino, e che le spiagge vibonesi hanno ospitato negli anni passati alcune coppie di questo interessante e sempre più minacciato limicolo. «Si pensi infatti che sui circa 8mila km di coste dell’Italia, si contano in media tra 1300 e 2000 coppie di Fratino, e che proprio in questo periodo si registra il massimo della deposizione, cui seguirà la cova e l’allevamento dei piccoli. Il nido non è altro che una piccola buca nella sabbia, posto a una certa distanza dalla battigia, nelle zone più interne e retrodunali, per limitare le perdite dovute alle mareggiate estive. Purtroppo la specie è in forte rarefazione e tra i fattori determinanti che incidono negativamente sul successo riproduttivo, vi sono proprio le operazioni di pulizia effettuate con mezzi meccanici, oltre che l’uso di fuoristrada sulle spiagge. Sulle stesse zone più interne del litorale possono inoltre crescere e vegetare piante tipiche degli ambienti sabbiosi che rischiano anch’esse di essere distrutte dal passaggio dei mezzi cingolati».

Dal Wwf, dunque, arriva un appello diretto all’assessore all’Ambiente Antonio Schuticchio, «affinché venga posta una particolare attenzione da parte degli operatori incaricati di procedere alle attività di pulizia, mediante il controllo preventivo delle aree interessate e la eventuale raccolta manuale dei rifiuti sia in caso di rinvenimento di adulti in cova o degli stessi pulcini (entrambi facilmente riconoscibili per la loro abitudine di spostarsi correndo  velocemente sulla sabbia)». «Analoga accortezza (leggi: raccolta manuale) - conclide Paolillo - dovrebbe essere usata nelle zone in cui è ancora presente la vegetazione psammofila, cioè tipica degli ambienti sabbiosi, come il ginestrino delle spiagge, il ravastrello marino, il papavero delle spiagge e così via. Basta un po’ di buona volontà per conciliare la sacrosanta e pienamente condivisibile esigenza della pulizia delle spiagge, con la tutela di quelle specie, animali e vegetali, che ancora resistono all’invasione dell’uomo, quasi a volerci ricordare, ostinatamente, che quella, prima ancora che luogo del nostro svago e divertimento, è la loro casa».