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  • Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2017, 17:39:56.

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La deputata del Movimento 5 stelle Dalila Nesci

 

di TIZIANA ADAMO

Mancava e forse se ne sentiva il bisogno. Perché non sempre è facile segnalare, non sempre è facile denunciare. Disservizi, inefficienze, abusi, anomalie: sono tanti e permangono, in un settore dove invece non dovrebbero esserci. Sulla malasanità i riflettori sono accesi da tempo, ed evidentemente non sono mai stati spenti se Dalila Nesci, deputata del Movimento 5 stelle, ha pensato di attivare un punto di ascolto sul proprio sito. Uno strumento pratico e diretto, pensato proprio a favore di chi intenderà segnalare carenze, violazioni e conflitti nelle strutture regionali, così da dare luogo alle «azioni parlamentari più opportune».

"Sos sanità Calabria”, il nome dato allo “sportello” virtuale, diretta conseguenza della battaglia messa in atto dalla parlamentare a colpi di «esposti, interrogazioni su nomine dirigenziali, sprechi e irregolarità». Ma il nuovo strumento non sarà solo un “contenitore” di denunce, che si potranno effettuare anche in forma anonima, sarà anche un mezzo attraverso il quale formulare «proposte normative da tradurre in disegni di legge, e promuovere specifici interventi utili a migliorare i servizi sul territorio». «Territorio – ha spiegato la Nesci questa mattina nel corso della conferenza stampa programmata nella sala consiglio di “Palazzo Luigi razza” - ancora in attesa della riorganizzazione delle rete ospedaliera e, cosa ancora più importante, della nomina del commissario ad acta alla sanità».

Un punto dolente, questo, sul quale il Governo starebbe “glissando” da tempo, e non certo per delle ragioni valide, ma semplicemente per una questione «di interessi privati». Sul caso, però, potrebbe presto intervenire la Procura di Roma, alla cui attenzione è stato inoltrato un esposto. Quanto al resto, le prossime tappe vedranno la stessa Nesci impegnata in un giro di ispezione negli ospedali regionali, e ciò nella convinzione che prima della costruzione di nuovi nosocomi, vi sia «la necessità di riorganizzare la rete sulla base di un programma ben preciso, di  controllare più a fondo il sistema sanitario regionale per renderlo trasparente, accessibile e sicuro insieme alle tante professionalità del settore».