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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

palazzo gagliardi

Gentilissimo Sindaco,

Le scriviamo riguardo ad un episodio forse minore rispetto ai tanti problemi della nostra città, ma dal forte valore simbolico ed identitario: il cambio di denominazione di Palazzo Gagliardi diventato improvvisamente “Palazzo Criminologia.it”, per iniziativa di un’associazione privata – come sembra - alla quale sono stati concessi  gratuitamente in uso alcuni locali nel Palazzo, senza peraltro assumere una procedura di avviso pubblico, per una neonata ed ipotetica iniziativa di carattere universitario. Per sancire questa nuova e offensiva denominazione è stata inopinatamente apposta all’ingresso dello storico Palazzo una targa nello stesso stile di quelle utilizzate per raccontare gli altri Palazzi Storici e le Chiese della Città, frutto di una bella iniziativa del Lions Club di Vibo Valentia alcuni anni addietro.

Le chiediamo chi abbia autorizzato l’iniziativa in questione e, soprattutto, a prescindere da chi l’abbia autorizzata, di voler far prontamente rimuovere la nuova targa e ripristinare quella originale con l’onorevole storica denominazione di Palazzo Gagliardi.

Le ricordiamo il ruolo avuto nella nostra città dalla famiglia Gagliardi, le benemerenze di Enrico Gagliardi archeologo e numismatico, filantropo e collaboratore di Umberto Zanotti Bianco.

La donazione da parte della famiglia Gagliardi dello storico palazzo con relativo parco all’associazione per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia e la successiva vendita del Palazzo alla città, ad un prezzo simbolico, affinché fosse messo a disposizione dei cittadini per iniziative sociali e culturali.

Le Amministrazioni che si sono susseguite dopo il recupero del Palazzo non sono mai riuscite a farlo vivere veramente ed i suoi unici momenti di gloria nel corso degli anni sono stati aver ospitato il Festival Nazionale “Leggere&Scrivere” per una settimana nel mese di Ottobre.

Nella nostra qualità di rappresentanti di partito di opposizione che si era presentato alle elezioni con un programma che prevedeva la valorizzazione degli importanti immobili storici di proprietà comunale, non pensiamo che il suo manifesto “La Vibo che vorrei” contemplasse una vergogna simile a quella che è stata perpetrata, inopportuna nello specifico e offensiva della memoria della città, riproponiamo quindi la richiesta per un Suo pronto intervento per la rimozione dell’imbarazzante targa.

L’attività di Criminologia.it non va confusa con il Palazzo ed una eventuale sua indicazione potrà essere affissa all’ingresso dedicato ad uso dei frequentatori.

 

Enzo Insardà (segretario provinciale Pd) e Giovanni Russo (Capogruppo Pd in Consiglio comunale)