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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

costa sindaco vibo gdf 1

La necessità di un dibattito su un tema generale come la qualità della vita (la provincia di Vibo relegata in fondo alla classifica nazionale dall’indagine del Sole 24 Ore) l’ha rimarcata l’altro ieri il segretario generale della Cisal Franco Cavallaro, che in una nota stampa non mancava di criticare anche l’operato del sindaco di Vibo Valentia, appellandosi ad una unità d’intenti della politica al fine di superare gli atavici problemi del territorio. Osservazioni alle quali oggi risponde Elio Costa, con «alcune precisazioni e qualche considerazione».

«Per incanalare il ragionamento che segue su corretti binari - spiega il primo cittadino - va precisato che la classifica annuale de Il Sole 24 Ore si riferisce alla provincia di Vibo Valentia e non al solo capoluogo. Quindi manca un dato disaggregato dal quale risulti che anche il capoluogo, in base agli indicatori statistici, sia l’ultimo fra quelli italiani. Va aggiunto che questa classifica considera 42 indicatori, 38 dei quali riferiti al 2015 e soltanto 4 al 2016. Per cui non è possibile stabilire un relazione fra la suddetta classifica e la situazione del capoluogo per come influenzata dalle politiche attuate nel 2016 da questa amministrazione».

A questo, Costa aggiunge: «Si deve poi considerare che gli indicatori usati da Il Sole 24 Ore mutano di anno in anno. Quindi sono riferiti a una realtà parziale e mai complessiva. Quest’anno, ad esempio, quasi un terzo degli indicatori è di tipo economico. Un terreno sul quale, obiettivamente, la provincia di Vibo Valentia non è competitiva. In anni precedenti, in cui sono stati presi in considerazione indicatori più favorevoli per la nostra provincia (come i mq di verde per abitante e l’offerta ricettiva), Vibo Valentia si è trovata qualche decina di posizioni più in alto».

Dal generale, le considerazioni passano poi sul particolare: «Oggi, il nostro migliore indicatore, come ho spiegato nella conferenza stampa di fine anno, è quello del rientro dal debito, che, purtroppo, per la sua particolarità, non può essere tra quelli contemplati da Il Sole 24 Ore. Tuttavia, sfidiamo qualunque amministrazione comunale a recuperare in un anno il 30 per cento circa del debito complessivo.

Che ciò non basti per offrire maggior servizi lo sapevamo. Ma se intanto non rientriamo dal debito e non usciamo dal dissesto è probabile che, in futuro, la città non riuscirà a garantire ai cittadini nemmeno gli attuali servizi. Dunque, pur dovendo tenere in considerazioni gli attendibili dati assemblati da Il Sole 24 Ore, al fine di elaborare politiche amministrative tese al recupero dei vari gap territoriali, non sentiamo la necessità di dover costituire “pensatoi” o “tavoli” per condividere chissà quale progetto.

Di azioni comuni con forze sindacali e organizzazioni di categorie economiche rappresentative, con il mondo dell’associazionismo e con le espressioni civiche, ce ne sono già state e ce ne saranno, perché questa amministrazione - conclude Elio Costa - non è mai stata sorda alle istanze provenienti dalla società ed alle idee tese ad arricchire il progetto ed il programma amministrativo denominato “La città che vorrei”, sulla base del quale i cittadini ci hanno dato fiducia e ci hanno affidato questa città per farla risalire dai bassifondi in cui era caduta».