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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

comune aula vuota

di GIUSEPPE MAZZEO

Anno nuovo grattacapi vecchi. L’amministrazione comunale di Vibo Valentia, ad un anno e mezzo dal suo insediamento, è alle prese con le solite grane. Tralasciando i problemi di carattere gestionale-amministrativo, la questione politica per Elio Costa continua a tenere banco. Perché gli equilibri sono difficili da mantenere per una coalizione eterogenea come quella di maggioranza, e i correttivi o i contentini sono all’ordine del giorno.

Il Nucleo è sistemato

In queste ultime settimane (poche ore dopo le elezioni provinciali del 20 dicembre) è stata riempita una casella vuota da mesi: quella del presidente del Nucleo di valutazione, vacante da quando si è deciso di comune accordo (e per vincoli di legge) di sostituire Francesco Miceli. Il ruolo verrà ricoperto (per 7.000 euro lordi annui, per tutto il mandato del sindaco) da Raffaele Vitale, dirigente scolastico e storico dirigente sindacale della Cisl scuola. In questo modo il primo cittadino è andato incontro alle istanze di chi, all’interno del suo gruppo, era in attesa di una sorta di “risarcimento” per alcune scelte pregresse, ovvero il capogruppo de “La città che vorrei” Giuseppe Policaro.

Il caso De Marco

Rimane ancora aperta la questione giunta. Dopo la revoca delle deleghe all’assessore Loredana De Marco, che non ha mancato di scatenare polemiche interne al gruppo “Liberali per Vibo” e a Forza Italia, si attende il subentro nella medesima postazione. Ad occupare quel posto sarà Raffaele Manduca, attuale vicecoordinatore provinciale di Forza Italia e per cinque anni, dal 2010 al 2015, consigliere comunale di maggioranza.

Il nodo “quote rosa”

In questo caso il nodo è rappresentato principalmente dalle “quote rosa”. Con un esecutivo a 9, quattro devono essere donne. Con la sostituzione della De Marco con Manduca, risulta esserci una donna in meno. A questo punto le vie sembrano due (anche se teoricamente potrebbero essere infinite). O Costa revoca un altro assessore uomo per inserire una donna, ed in questo caso i giochi dovrebbe orchestrarli nel suo stesso gruppo tra interni ed esterni, magari “sacrificando” Bruno Cutrì con cui i rapporti non sono idilliaci ma col quale il sindaco sembra legato da un rapporto non facilmente dissolubile; oppure - voce che sta circolando in queste ultime ore - Costa decide di fare una nuova giunta a 8: in questo modo di donne ne basterebbero 3, ovvero quelle che ha già, ferma restando la sostituzione De Marco-Manduca che andrebbe in porto senza creare ulteriori scossoni.

Equilibrio precario

Con questo imminente “riassetto”, sono quattro i cambi in giunta a partire dall’insediamento del giugno 2015. Dall’avvicendamento ai Lavori pubblici (Alessandria-Lombardo) a quello all’Ambiente (De Filippis-Scuticchio), ed ora a questi degli Affari generali (De Marco-Manduca) e con l’ultimo ancora da stabilire. Di certo questa non è ciò che può definirsi una maggioranza granitica...