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  • Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2017, 13:54:48.

pd conferenza consiglieri provinciali

La conferenza stampa del Pd in via Argentaria

Consapevole che l’elezione nel consiglio provinciale di Vibo Valentia non rappresenti chissà quale lotteria, ma desideroso di rivendicare un lavoro che si ritiene ampiamente soddisfacente, il Partito democratico ieri ha presentato alla stampa i suoi eletti (Giuseppe Cutrullà, Anna Grillo e Pino Pellegrino) ed ha fatto un bilancio politico della tornata dello scorso 20 dicembre.

Un risultato commentato in primis dal segretario provinciale Enzo Insardà, che nel suo articolato intervento non ha mancato di far emergere quelli che a suo dire sono stati i pregi del progetto targato Pd a fronte dei “difetti” degli altri competitor. In particolare, come ovvio, della lista Vibo unica, ovvero la compagine che racchiudeva la fronda del Pd che fa capo a Francesco De Nisi insieme a tanti altri piccoli “protagonisti” che vanno da destra a sinistra. Una lista in cui, alla fine, la parte del leone l’ha fatta il presidente del consiglio comunale di Vibo Stefano Luciano, il cui candidato, Alfredo Lo Bianco, è risultato il primo degli eletti.

«Non abbiamo vinto nulla di straordinario - ha commentato Insardà - perché si potrà parlare di vittoria soltanto se i nostri consiglieri contribuiranno a risolvere gli annosi problemi della Provincia di Vibo Valentia». Poi il dato elettorale: «Abbiamo vinto in ogni fascia, perdendo solo nella E, ovvero nel capoluogo. Cosa abbastanza normale se si considera che qui siamo minoranza, e che se anche avessimo votato in maniera compatta avremmo comunque perso dato che loro hanno in teoria oltre 20 consiglieri e il sindaco».

E proprio leggendo i dati comune per comune, secondo Insardà il Pd ha risposto «in maniera omogenea», contando sul voto di «sindaci e amministratori tesserati». Poi non sono mancate, come prevedibile, diverse stoccate alla lista del “fritto misto”: «Sbagliato ritenerla una lista di centrosinistra, dato che lì c’era gente come Bruni, Grillo, Arena. Sbagliato anche dire che c’erano le altre correnti del Pd. Soltanto De Nisi ha un certo valore politico, una corrente. Con tutto il rispetto, ritengo che gli altri siano soltanto dei capi-elettori, che hanno un paio di voti. Mentre un ruolo importante lo ha giocato Luciano, che non mi pare sia di centrosinistra. In caso contrario, Costa dovrebbe rendersi conto che non ha più una maggioranza». Insomma, per il segretario provinciale dei democratici questa lista ha un’identità netta, «risponde ad un progetto e ad un partito», mentre evidentemente l’altra no...

Infine, un passaggio importante è stato fatto sia da Insardà che da Michele Mirabello sull’apporto del gruppo Pasqua, che ha contribuito a far eleggere Antonio Schiavello: «L’onorevole Pasqua è parte integrante di questo centrosinistra, organico anche a Vibo. Se questa compattezza ci fosse stata anche in occasione delle ultime elezioni comunali - ha aggiunto Mirabello facendo autocritica, o “forse” dando la colpa a Lo Schiavo - magari l’esito sarebbe stato differente. Bisogna riconoscere a Vincenzo Pasqua di avere avuto senso di responsabilità, all’epoca, a non candidarsi con Costa e ad andare da solo. Questo ha permesso di ricucire oggi i rapporti. Quanto a queste elezioni provinciali, è evidente che l'altra lista era soltanto un cartello elettorale, che ormai già non esiste più».

In conclusione, lo stesso Schiavello ha precisato che sarebbe pronto a passare nel Pd «solo se lo volesse il consigliere Pasqua», ma il passaggio rientrerebbe in una dinamica anche regionale e dunque, in ogni caso, non pare cosa imminente.

gm