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Notizie Nei Comuni

 

 

 

 

provincia elezioni cartello

di GIUSEPPE MAZZEO

“La politica e la sublimazione del caos”. Se fossero un saggio, magari sarebbe questo il titolo delle elezioni provinciali di Vibo Valentia, per le quali a mezzogiorno di oggi sono state presentate tre liste. Elezioni che continuano a generare un guazzabuglio di accordi, accorduni e accordini, ripicche e paradossi a gogò, dei quali si stenta a comprendere l’utilità. Dato che, tra l’altro, in ballo c’è il nulla cosmico. Ma tant’è.

Vibo unica

La lista che si presta di più ad analisi, al limite della psicoanalisi, è “Provincia unica” (evidente il richiamo a “Vibo unica”). Il primo dato da sottolineare è che inizialmente la dicitura si completava con “…per il centrosinistra”. Dicitura scomparsa in extremis per evitare che la contraddizione fosse palese. E il motivo è presto spiegato. A comporre la lista hanno contribuito principalmente Francesco De Nisi, che del Pd è una corrente importante, e Stefano Luciano, presidente del consiglio comunale di Vibo ed esponente di primo piano della maggioranza di Elio Costa che certo non può dirsi di centrosinistra, così come il suo candidato, Alfredo Lo Bianco. E già qua si ha il primo cortocircuito.

Inoltre, si è trattato anche di una scelta prudenziale: noi - è il ragionamento di “Provincia unica” - siamo antagonisti del Pd di Bruno Censore e della sua lista, ma non siamo fessi da esporci più di tanto, perché nessuno prevede il risultato finale e chissà che più avanti non ci scappi un accordino... Da tenere presente che questa è l’unica lista che può dare qualche rappresentanza in consiglio al presidente Andrea Niglia, i cui maggiori sponsor sono sempre stati De Nisi e il segretario generale della Cisal Franco Cavallaro.

Altra nota “simpatica”: in questa lista ha trovato spazio anche Francesco Barbieri, in quota Ncd ovvero Alfonso Grillo. Lo stesso Grillo che, ai tempi delle elezioni del 2014, diceva peste e corna dell’“accorduni” con cui era stato poi eletto Niglia. Chi era il principale fautore di quell’accorduni? De Nisi, l’odierno compagno di viaggio del leader di Ncd. E pensare che Grillo fino a qualche giorno fa era in procinto di fare la lista insieme agli altri partiti del centrodestra. Pare, però, che quando ha capito che in quella lista avrebbe trovato posto Katia Franzè, cioè la consigliera che lo ha “tradito” per Elio Costa, abbia deciso di levare le tende. Come dire: o me o lei. Lei.

Partito democratico

Una piccola “contraddizioncina” non se la fa mancare neanche il Pd. La lista, messa su principalmente da Bruno Censore, Michele Mirabello e Vito Pitaro, conta sul contributo anche di Vincenzo Pasqua. Per conto del consigliere regionale di “Oliverio presidente”, infatti, è candidato Antonio Schiavello, consigliere comunale a Vibo. E fin qui tutto lineare, tutta la compagine di centrosinistra. Ma Schiavello, sarà per simpatia personale, sarà per altre affinità, è probabile che prenda diversi voti tra i suoi colleghi consiglieri vibonesi. E non già dal centrosinistra, che voterà quasi tutto per Giuseppe Cutrullà o per l’altra lista “Provincia unica” (come Antonio Lo Schiavo e Loredana Pilegi, ma non è detto), ma dal centrodestra, o comunque dalla maggioranza di Costa. Non è difficile prevedere che opteranno per lui, ad esempio, i consiglieri Giuseppe Policaro e Maria Rosaria La Grotta, con i quali mesi fa nacque e morì (non per volere loro) la famosa confederazione “Costa-Pasqua”. Ma anche qualche altro.

Centro destra vibonese

Questa è la lista della corsa in solitaria. Quella del gruppo di Forza Italia principalmente, ma più nello specifico di Giuseppe Mangialavori. Che ha messo insieme i 10 nomi in circa 48 ore, riuscendo tuttavia ad individuare candidati che potrebbero racimolare discrete prestazioni qua e là in provincia. Ma la partita si gioca prevalentemente in città, per via del voto ponderato che ne assegna oltre 7 ad un consigliere vibonese. E paradossalmente è qui che Mangialavori dovrà lottare. Perché se si esclude il suo pur nutrito gruppo, Liberali per Vibo, il resto della maggioranza, come visto, sceglierà altri candidati. Neanche lo stesso sindaco è in grado più di tanto di orientare il voto, se non il suo personale e quello di Gregorio Polistina, che dovrebbero andare a Katia Franzè. Perché altri voti il sindaco è “costretto” a dirottarli altrove, vedi Stefano Luciano, anche per tenere buona la sua maggioranza.

È un gioco di numeri. Ed anche se queste elezioni non servono praticamente a nulla, nel senso della loro incidenza sul territorio amministrato, sono comunque funzionali e strumentali a puntellare situazioni che si giocano su altri tavoli. Il solito teatrino, insomma.