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  • Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2017, 21:50:46.

provincia palazzo ex enel vibo dallalto

di GIUSEPPE MAZZEO

La Provincia non è mai stata il cavallo di battaglia del centrodestra a Vibo Valentia, questa è cosa risaputa. Quando le elezioni erano degne di tal nome, ovvero quando i cittadini votavano i propri rappresentanti, il centrodestra ha sempre preso sberle, con risultati degni di una lista civetta. Ora che non si vota più in maniera diretta - con le elezioni di secondo livello i consiglieri provinciali vengono pescati tra sindaci e consiglieri comunali che si votano tra loro - la musica non sembra essere cambiata.

Perché a meno di 48 ore dalla presentazione delle liste (scadenza 30 novembre ore 12) il centrodestra, che in teoria contava attorno ad un tavolo Forza Italia, Ncd, Udc, Azione nazionale e qualche battitore libero come l’ex senatore Franco Bevilacqua, si ritrova con la sola compagine azzurra a farsi in quattro per mettere insieme una lista di 10 candidati. In una riunione svoltasi questa mattina, infatti, gli esponenti degli altri partiti, ovvero Alfonso Grillo, Gaetano Bruni e Salvatore Bulzomì, hanno chiarito ai vicecoordinatori provinciali di Forza Italia, Tonino Daffinà e Raffaele Manduca, che non avrebbero partecipato alla composizione della lista. Avrebbero garantito una sorta di appoggio alla lista, il che significa che in sostanza non faranno nulla.

A questo punto il peso della lista ricade sulle spalle di Giuseppe Mangialavori e dei suoi. A dare parzialmente un aiuto al leader azzurro ci sarebbe il sindaco di Vibo Valentia Elio Costa, pronto a mettere in campo Katia Franzè. A lei dovrebbe andare una parte dei voti che il primo cittadino può gestire, e che tra l’altro dovrà centellinare con l’altro candidato vibonese della sua maggioranza, Alfredo Lo Bianco, in quota Stefano Luciano, che comunque entrerà nell’altra lista, quella del “fritto misto”, dove ci sono gli uomini di Francesco De Nisi e dove dovrebbero confluire i voti di altra gente del Pd come Gianluca Callipo e Stefano Soriano (che conta sul voto del consigliere Maria Fiorillo).

Insomma, a Vibo Valentia una parte del centrodestra decide di chiamarsi fuori da questa tornata paventando una penuria di candidati. In realtà nessuno sembra disposto a portare il fieno nella cascina di Mangialavori. Perché in caso di risultato positivo - è il ragionamento di alcuni - i meriti sarebbero andati a lui, e per gli altri le briciole; a questo punto, dato che la strada è in salita (per usare un eufemismo), che il peso se lo carichi tutto lui...