Sunny

13°C

Vibo Valentia

Sunny

Humidity: 93%

  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

Provincia Vibo

di GIUSEPPE MAZZEO

Mancano poco più di tre settimane alla seconda elezione più inutile della storia di Vibo Valentia. Il 20 dicembre è infatti previsto il rinnovo del consiglio provinciale, il secondo, appunto, da quando è entrata in vigore la cosiddetta riforma “Delrio” con le elezioni di II livello, nelle quali il normale cittadino non ha neanche il diritto di starnutire, dovendo limitarsi ad osservare ciò che faranno gli eletti nei rispettivi consigli comunali.

In questi giorni il segretario generale della Provincia Cesare Pelaia ha terminato l’iter burocratico, stilando gli schemi per quantificare gli aventi diritto al voto e il “peso” che ogni singola preferenza avrà. Come noto, infatti, la riforma stabilisce un valore differente a ciascun voto in relazione alla popolazione di ciascun Comune, suddividendo gli enti in fasce e, con un calcolo specifico, assegnando l’indice di ponderazione. Giusto per fare un esempio: il voto di sei consiglieri di Spilinga messi insieme vale meno del singolo voto di un consigliere di Vibo (come si può vedere nello specchietto esemplificativo qui sotto). In tutto sono 481, tra sindaci e consiglieri, gli aventi diritto al voto. Dal corpo elettorale sono esclusi quattro Comuni perché commissariati: due, Filandari e Nardodipace, appartengono alla fascia A; altri due, Tropea e Nicotera, appartengono alla fascia C.

Scarica l’elenco di tutti i 481 aventi diritto con le rispettive fasce di appartenenza
Scarica la determina sull’elezione del consiglio provinciale

provincia_voto_ponderato.JPG

La politica in fermento

Malgrado non rappresenti altro che un pennacchio, perché quei pochi poteri rimasti in mano alla Provincia sono di diretta gestione del presidente che a Vibo è Andrea Niglia da qui ad altri due anni, il consiglio provinciale solletica comunque gli appetiti della politica. Come avevamo anticipato qualche settimana fa, saranno tre le liste in campo. Una è quella del "Pd ufficiale", ovvero il Pd di Bruno Censore e compagnia. Un’altra è quella di centrodestra, che alla fine è quella di Forza Italia unita ai brandelli dell’Ncd e dell’Udc, oltre al trio Bevilacqua-Arena-Bulzomì. La terza, infine, è quella del “fritto misto”, in cui trovano collocazione i “non allineati” di qualcosa, ad esempio del Pd.

Il “fritto misto”

In questa lista a fare la voce grossa è ovviamente Francesco De Nisi, tirato per la giacca un po’ da tutti, a cominciare dai suoi interlocutori, come Gianluca Callipo, Antonio Lo Schiavo, Stefano Soriano, Stefano Luciano, per finire con gli aspiranti candidati. Tutti in cerca di una «candidatura vincente», tutti pronti, altrimenti, a tirarsi indietro. Tanto è una giostra. E così l’unico sicuro resta l’inossidabile Pasquale Fera da San Nicola, già vicepresidente tanto dello stesso De Nisi quanto di Niglia. Gli altri nomi che dovrebbero trovare posto in lista sono Carmine Mangiardi di Sorianello, a meno che De Nisi non decida di far posto a Francesco Gugliotta, rimasto escluso da una nomina in giunta a Filadelfia; Tiziana De Nardo, sindaco di Pizzoni, che sponsorizzata da Giuseppe Barilaro dovrebbe racimolare i voti di Acquaro e Dasà; Rosanna Federico, di Serra, che a Vibo ha come prezioso alleato Antonio Lo Schiavo, che conta due pesanti voti (insieme a Loredana Pilegi). Mentre appare certo, in quota Luciano, il consigliere di Vibo Alfredo Lo Bianco. Certo della candidatura ed anche dell’elezione. Un altro candidato poi dovrebbe uscire da Maierato.

Il “Pd ufficiale”

Praticamente chiusa la partita in casa Censore, che dall’alto della sua nomina a vicepresidente della commissione Difesa e Sicurezza della Nato trova il tempo di girare il Vibonese per le piccole beghe nostrane. In lista, sicuri di un’elezione dovrebbero essere il consigliere vibonese Giuseppe Cutrullà, che con le otto preferenze del suo gruppo raggiunge l’equivalente in termini di voti degli interi consigli comunali di Brognaturo, Capistrano, Filogaso, Drapia e Parghelia messi insieme; e il consigliere di Soriano Calabro Anna Grillo, voluta dallo stesso Censore. Poi c’è Francesco Attilio Schimmenti di Mileto, come Cutrullà “sponsorizzato” da Vito Pitaro, new entry; ed anche Vittorio Vecchio (Joppolo), Pino Pellegrino (Filadelfia), Pino Morello (sindaco di Limbadi), Salvatore Profiti (Sant’Onofrio). Con Fabrizia ancora in attesa di una scelta al pari di un altro posto ancora da assegnare, la lista dovrebbe essere completata da uno tra Antonio Schiavello (Vibo) e il sindaco di Vazzano Domenico Villì. Qui la novità sta nel fatto che Schiavello, dell’area Pasqua, entrerebbe a far parte della lista del Pd, perché pare che Mario Oliverio in questo sia intervenuto per chiedere ai suoi di evitare il “pastrocchio” delle comunali dove si andò divisi. Ma nelle ultime ore si è fatto avanti Villì, della medesima area, scatenando una sorta di “guerra” intestina dall’esito ancora imprevisto.

Il centrodestra, o quel che resta

Lunedì mattina si dovrebbe definire la questione anche all’interno del centrodestra. Qui a confronto si troveranno Giuseppe Mangialavori per Forza Italia, Alfonso Grillo per l’Ncd, Gaetano Bruni per l’Udc, e gli alemanniani della prima o dell’ultima ora Franco Bevilacqua, Mimmo Arena e Salvatore Bulzomì. Al momento due sembrano le candidature certe, entrambe in quota Mangialavori: Gianfranco Ranieli, di Rombiolo, consigliere provinciale uscente; e Pino Rombolà, vicesindaco di Drapia. Del Comune di Vibo Valentia, invece, nessuno ha manifestato l’intenzione di candidarsi pur avendone la possibilità.

Mercoledì 30 novembre alle ore 12 i giochi si chiuderanno: chi è dentro e chi è fuori. Poi spazio alle urne, si fa per dire...