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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

 mangialavori peppe

Dichiarata dalla Consulta l’illegitttimità costituzionale dell’art. 1 che aveva escluso l’ex candidato governatore alle elezioni del novembre 2014, adesso è al futuro che si pensa. E, infatti, incassata la vittoria di Wanda Ferro che si era rivolta al Tar Calabria - che a sua volta aveva investito del caso la Corte costituzionale -  per chiedere di essere ammessa in Consiglio, ora c’è da capire chi ad ingresso della Ferro dovrà uscire. E toccherà al Tar Calabria, in questo caso, decidere sul da farsi. I “candidati” a questo punto dovrebbero essere due: il cosentino Ennio Morrone, eletto in quota Forza Italia, e il vibonese Giuseppe Mangialavori, tra le fila della Casa della Libertà. Così, a due anni dall’elezione e dopo essere entrati a palazzo Campanella, grazie al meccanismo dei resti, si profila un nuovo colpo di scena nel centrodestra.

Intanto, non è mancata la soddisfazione della Ferro che si era rivolta al Tar per chiedere di essere ammessa in Consiglio, escludendo il candidato eletto col minor numero di voti delle liste di Fi, Cdl e Fdi. La stessa ha dichiarato come

Sulla questione Wanda Ferro ha sottolineato come «la decisione della Corte Costituzionale non rappresenta una mia vittoria  personale - nonostante abbia affrontato questa battaglia di legalità con un forte senso di solitudine - e non è soltanto la vittoria delle migliaia di cittadini che mi hanno votato e che si sono visti negare il diritto di essere rappresentati in Consiglio regionale, ma è la vittoria dei calabresi tutti, che hanno il diritto ad essere amministrati da organismi pienamente rispondenti ai principi di legalità costituzionale, e che soprattutto hanno interesse ad avere una opposizione capace di essere controllo e stimolo di chi governa, e ciò può essere garantito soprattutto dalla presenza nell'organismo consiliare di chi ha guidato la coalizione arrivata seconda, come avviene in ogni regione d'Italia. Sono felice che la forza della Carta Costituzionale abbia prevalso sui giochi di palazzo, restituendo dignità e valore alla volontà popolare. Oggi - ha aggiunto - la Consulta ha confermato l'illegittimità della legge elettorale nella parte in cui escludeva incredibilmente il miglior perdente dal Consiglio regionale, in palese violazione del principio democratico che affida al leader della coalizione sconfitta la responsabilità di guidare l’opposizione. Voglio ricordare che è quello l'unico punto della legge che ho voluto impugnare, avendo scelto di non contestare l'intera norma per senso di responsabilità verso una Regione che ha bisogno di essere governata e per rispetto della chiarissima volontà popolare di affidare questo compito a Mario Oliverio. Mi dispiace che il governatore abbia deciso di costituirsi contro di me con i legali della Regione, su una questione che riguarda la composizione dell'opposizione in Consiglio. Ringrazio comunque Mario Oliverio per la cortese telefonata di auguri che mi ha fatto questa sera, appena appresa la notizia della decisione della Consulta. Un ringraziamento per l'ottimo lavoro svolto -  ha concluso - devo rivolgerlo agli avvocati Francesco Saverio Marini e Angelo Clarizia, che mi hanno rappresentato davanti alla Corte Costituzionale, e agli avvocati Valerio Donato e Francesco Pullano, che mi hanno difeso davanti al Tar della Calabria. Oggi mi sento ripagata dei sacrifici di una campagna elettorale faticosa ma entusiasmante, che due anni fa mi ha portato in ogni angolo della Calabria ad incontrare migliaia e migliaia di cittadini perbene, che credono ancora nella possibilità di una Calabria diversa. La loro fiducia è stata la mia più grande forza. Nel loro nome ho combattuto questa lunga battaglia, e soprattutto a loro spero di riuscire a dare voce e rappresentanza. Con lealtà e trasparenza, dedicando tutta me stessa, senza risparmiarmi, come ho dimostrato di fare in tutta la mia storia politica e amministrativa».

In particolare, con la nuova legge era stato eliminato il riferimento all'art. 5 della legge costituzionale 1/99 che, in via transitoria, prevede, l'elezione a consigliere del miglior perdente alla carica di presidente. In tal senso, la decisione della Consulta che ha eccepito che la legge calabrese è stata approvata quando il Consiglio regionale era in regime di prorogatio per le dimissioni di Giuseppe Scopelliti. Questo un capitolo che, comunque, adesso si chiude. Ora attenderà da capire come il Tar si pronuncerà.