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  • Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2017, 15:00:18.

 comune opposizione nuova

Il Consiglio comunale è stato convocato. Lunedì a palazzo “Luigi Razza”, infatti, i consiglieri saranno chiamati a discutere di una variazione al bilancio e della variazione del regolamento di contabilità approvato dal Consiglio nel dicembre 2015. Niente da fare, quindi, per l’ordine del giorno sulla vertenza Italcementi, presentato da Antonio Lo Schiavo e Loredana Pilegi, lo scorso giovedì. In particolare, i due esponenti del Pd chiedevano la convocazione di una seduta «urgente» per valutare le «proposte da avanzare, come atto d’indirizzo politico, agli organi competenti per la riconversione del sito». Insomma, sia Lo Schiavo che Pilegi erano convinti che il Consiglio dovesse fare la sua parte e in tal senso, esortavano «il sindaco della città, l’amministrazione comunale e tutte le forze politiche cittadine a dare priorità alla vertenza, prodigandosi affinché il territorio faccia valere le proprie prerogative e le proprie legittime istanze».

Questo accadeva giovedì, quando la Regione annunciava un tavolo tecnico sul sito di Castrovillari. Poi, il silenzio. E oggi la constatazione è che una convocazione è arrivata ma la discussione sul caso Italcementi per ora è stata rinviata. Non così alla Regione, però, dove ieri la vertenza è stata discussa.

E, incalza Lo Schiavo, «mentre il consiglio regionale della Calabria, in maniera positiva, decide di ridare attenzione alla vicenda, in maniera opposta, i capigruppo delle forze consiliari di maggioranza e di opposizione della città di Vibo decidono (in perfetta sintonia) di non affrontare la discussione sulla riconversione del sito Italcementi nella sua sede naturale e cioè nel Consiglio comunale, e questo nonostante un’esplicita richiesta da me fatta unitamente al consigliere Pilegi». Insomma, Vibo Marina potrà arrendere. Un’altra occasione perduta, però, questa per Lo Schiavo: «Peccato, perché ancora una volta si dimostra di non avere la forza e il coraggio politico per riappropriarsi della discussione sullo sviluppo produttivo e sulle scelte strategiche della città. Se nella propria città si ha un sito industriale (degradato) chiuso da anni, e nonostante il ruolo istituzionale ricoperto, non si ha nulla da dire o da proporre per la sua riconversione, vuol dire – conclude - che si è scelta l’irrilevanza, altro che centralità politica di Vibo». Un’accusa bipartisan quella di Lo Schiavo tanto alla maggioranza quanto all’opposizione. Perché se anche si tratta solo di un rinvio per Lo Schiavo Vibo Marina merita di più, di certo una proposta o un indirizzo del Comune.