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  • Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2017, 18:39:11.

Sull’ormai noto “incidente istituzionale” tra il deputato Bruno Censore e il sindaco di Vibo Valentia Elio Costa interviene anche il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno, che vorrebbe «chiudere definitivamente una vicenda paradossale per il modo in cui è stata rappresentata».

Secondo Magorno «la polemica strumentale che sta tenendo banco in questi giorni sulla vicenda» farebbe parte «di una strategia messa in atto dal centrodestra e da diversi gruppi trasversali per delegittimare il ruolo politico dell’onorevole Bruno Censore, al quale siamo legati da affetto e stima, che è politico di spessore morale e umano, nonché uno dei dirigenti nazionali del Partito democratico più attenti e attivi per la risoluzione delle ataviche problematiche che affliggono la nostra terra».

magorno ernesto

Secondo l’arguta ricostruzione di Magorno, che non assomiglia per niente ad una difesa d'ufficio, «si è voluto artatamente puntare l'indice contro l'On. Censore per un comportamento dallo stesso mai tenuto, con l'intento di esporlo mediaticamente e negativamente, nonché tutto il PD calabrese nel momento in cui il partito si trova a combattere una dura battaglia in favore delle riforme costituzionali».

Secondo il leader dei democratici calabresi, insomma, lo scontro tra un deputato del Pd e un sindaco senza tessera è colpa del centrodestra. Da chi sia rappresentato, cosa abbia fatto in tutto ciò, in che modo abbia tramato, Magorno non lo spiega. O forse sì, a suo modo. Eccolo: «Comprendiamo che il lavoro posto in essere dalla stragrande maggioranza del Pd a favore del Sì in occasione del referendum del 4 dicembre, crei fastidio a quella parte di politica che vede nelle riforme costituzionali la fine di una politica demagogica e poco rappresentativa dei cittadini, ma il Pd andrà avanti per la sua strada a favore del cambiamento». Contento Magorno, contenti tutti.

gm