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  • Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2017, 19:19:36.

di STEFANIA MARASCO 

Il tutto era capire quando l’inghippo sarebbe saltato fuori. Perché a Vibo c’è un sindaco eletto con una coalizione di centrodestra e quel sindaco è lo stesso che tra Vibo e Lamezia partecipa agli incontri del Pd a favore del sì al referendum costituzionale. Un sì che scotta, insomma.

Russo e Censore spiegano che se il sindaco intende andare in Senato deve farsi candidare dal centrodestra

costa elio fascia primo consiglio

E per questo, il capogruppo in Consiglio del Pd, Giovanni Russo, così come l’on. Bruno Censore non hanno scomodato la diplomazia per spiegare ad Elio Costa che se vuole varcare la porta del Senato, è bene che si faccia candidare dai suoi partiti di centrodestra, perchè ha ribadito Russo, quanto alle «legittime aspirazioni» del sindaco di fare il senatore «lo faccia – ha chiosato - con i voti del centrodestra, non a casa nostra e non certo con il Pd, che non è subalterno ma alternativo a Costa e sua amministrazione».

Quindi, per mettere un punto alla polemica ha anche ribadito, come fatto in Consiglio comunale, che «nessuno, e non sono stato smentito neanche in Aula, ha di certo allontano il sindaco dall’Aula e né gli è stata negata la possibilità di fare un saluto. Quella di allontanarsi è stata una sua scelta. Ma Costa – ha incalzato Russo – più che pensare al disguido dovrebbe pensare ai problemi irrisolti sua amministrazione che da due anni governa o meglio che non governa».

Russo: «Costa dovrebbe pensare ai problemi dell'Amministrazione che da due anni non governa»

Ergo, nel Partito democratico la ressa già c'è. E non c'è bisogno di un'altra prima donna.

Così, forse, il voler partecipare all’incontro sulla “sedia” del sindaco nell’aula consiliare di palazzo “Luigi Razza”, sarà stata la molla che ha fatto saltare gli equilibri e, soprattutto, il bon ton. Forse, chissà. Quello che è certo è che quello andato in "scena", è stato un incidente istituzionale tra sindaco e parlamentare, ma anche una deflagrazione tutta interna al Pd.

Scoppio che non si è fatto attendere, e se il sindaco Gianluca Callipo ha manifestato il suo disappunto per il comportamento del parlamentare del suo partito, così come il dirigente regionale Michele Soriano da subito ha additato il parlamentare serrese come «rozzo» - almeno nei modi – c’è chi come Antonio Lo Schiavo, da  tempo in contrasto con i vertici del Pd, il colpo l’ha voluto affondare.

E su quanto accaduto domenica, l’ex candidato a sindaco del capoluogo Antonio Lo Schiavo loschiavo antonio primopianoha sollevato tanti appunti. In primis, ha spiegato, infatti, di non condividere «le iniziative fatte da esponenti del governo dove troppo spesso vengono superati i confini istituzionali e si traducono in campagne più o meno velate per il Si al referendum». Per Lo Schiavo, insomma, «la politica ha delle forme da rispettare, nei ruoli e nei modi, e vi è un galateo istituzionale che non può essere disatteso: il sindaco della città di Vibo, per il ruolo che ricopre, ha quindi la mia vicinanza, ognuno poi, anche in politica, sceglie il suo stile».

Anche la sala del consiglio, poi, per l’esponente di opposizione, «deve essere concessa e usata solo ed esclusivamente per iniziative istituzionali e non di partito», così come non ha esitato a definire «alcuni modi di ostentazione di forza, tra l’altro non isolati» sia «controproducenti» e soprattutto capaci di portare «all’isolamento politico del Pd a livello cittadino e alla sua incapacità di porsi, anche per il futuro, alla guida di un’alternativa al centrodestra».

«Costa sta vivendo una forma di contraddizione politica che prima o poi doveva, inevitabilmente, portare ad incidenti di percorso»

Quindi, è sul nodo della posizione del sindaco che si sofferma, considerato che Costa «sta vivendo una forma di contraddizione politica che prima o poi doveva, inevitabilmente, portare ad incidenti di percorso. È difficile, infatti, essere nello stesso tempo espressione di una maggioranza civica di centrodestra e dialogare, anche apertamente, con frange istituzionali del Pd». Una situazione complessa, quindi, per cui il consigliere esprime rammarico per quanto accaduto, convinto che tutto ciò «rischia di far passare in secondo piano i risultati insoddisfacenti di questa amministrazione verso tutte le grandi questioni amministrative, in primis quelle legate all'urbanistica, alla riorganizzazione burocratica, ai rifiuti ed alla qualità dell’acqua». Da qui, il suo consiglio «a tutte le parti in causa, e ai relativi supporter, di abbassare i toni e ritornare a parlare dei problemi della città».

Esprime rammarico Lo Schiavo ma non vorrebbe che questo incidente facesse perdere di vista i problemi reali di Vibo